June 25, 2024

Brundisium.net

e ndi chiamaunu brindisiniUna donna in età avanzata , appena illuminata da un faro, e un ricordo, quello del bombardamento del novembre del 1941, sono gli elementi suggestivi con cui ha inizio l’ultimo grande successo della Compagnia Stabile Amici del Teatro che ha debuttato a Brindisi, nel Teatro Impero, lo scorso 6 , 7 e 8 febbraio.
E ndi chiamaunu li brindisini” è il titolo dell’opera, scritta e diretta da Jenny Ribezzo, che ha visto coinvolti una trentina di attori , ensemble e tecnici. Primo lavoro vernacolare dell’autrice che non basa la storia su divertenti gag suggerite dall’idioma locale, ma che racconta un pezzo di vita del nostro passato con crudezza di particolari e, per rimanere legati alle verità di Grotowsky «Non è l’avventura teatrale che è importante nella vita, ma la vita come avventura.»
e ndi chiamaunu brindisini 2Una scenografia spartana, come era giusto che fosse, visto il tema trattato, quello di una comunità di sfollati in una vecchia masseria nella contrada di Sciannaricchiedda a San Vito dei Normanni, illuminata con sobrietà, per contribuire a rendere tangibile la malinconia di quei giorni, allietata, nonostante tutto, dalla voglia di vivere di persone semplici che fondavano tutta la loro vita sui valori della famiglia e dell’amicizia.
Particolarmente toccante, nel secondo atto, il bombardamento del 10 giugno del ’42 a Taranto, che gli abitanti di Sciannaricchiedda rivivono come una persecuzione e che crea nel pubblico un momento di pura riflessione.

 

Una voglia di vivere, però, che prevale su tutto, anche su un padrone-dittatore che li soggioga e che si esprime musicalmente con i brani di tradizione e non, per i quali gli attori/cantanti della compagnia hanno inciso il loro primo cd che raccoglie pezzi come Mannaggia lu rimu, Matonna ti lu mari, Cuncetta mia (in un arrangiamento assolutamente insolito ed originale) e Lu lazzaroni (solo per citarne alcuni) che hanno garantito agli spettatori momenti di nostalgia e di puro godimento nel vivere momenti del passato che, per la stragrande maggioranza, sono raccontati, ai cinquantenni di oggi, solo dai propri nonni.

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