January 22, 2026

Nella Casa Circondariale di Brindisi si conclude in questi giorni un percorso che prende spunto dalla campagna “Impara l’Arte” sviluppata dalle sedi del circuito Gruppo FORTIS. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Profeta — partner e sede del circuito del Gruppo FORTIS — è stata accolta con entusiasmo dalla Casa Circondariale di Brindisi. Il progetto si inserisce in un percorso volto a offrire concrete occasioni di riscatto e a favorire il riavvicinamento del singolo al territorio.

Per questi motivi, dentro uno dei luoghi più importanti per il rilancio sociale dell’individuo e della collettività, la parola “mestieri” ha recuperato il suo significato più autentico. Imparare un’arte, riscoprire il saper fare, seguire un metodo e rispettare i tempi significa rimettere ordine, attenzione e responsabilità al centro della quotidianità. Le competenze pratiche e gli antichi mestieri tornano così ad avere valore come esperienza reale che parla di disciplina, impegno e fiducia nel futuro.

Il progetto, inserito nella sezione dedicata al fai da te della campagna, punta sul “saper fare” come linguaggio comune. Le mani diventano strumento di apprendimento e di espressione, il lavoro manuale diventa una forma di educazione che aiuta a ritrovare concentrazione e senso del tempo. In carcere questo approccio assume un significato ancora più forte, perché offre ai detenuti la possibilità di acquisire competenze spendibili e di immaginare un percorso diverso una volta fuori.

Con l’avvio del progetto “IMPARARE IL MESTIERE: CORSO BASE DI EDILIZIA E MANUTENZIONE”. Formazione pratica per la cura degli spazi e la crescita personale” presso la Casa Circondariale di Brindisi, si consolida l’impegno sociale del territorio, confermando il ruolo cruciale della formazione nei percorsi di riabilitazione. Un contributo fondamentale è stato offerto dalla Direttrice della struttura, la Dott.ssa Valentina Meo Evoli, e dal Comandante della Polizia Penitenziaria, il Dirigente Benvenuto Greco. Il loro coordinamento, unitamente al supporto strategico dell’Area Trattamentale, è stato determinante per la riuscita dell’intervento.

Un’iniziativa che dimostra come la cultura non si limiti a istruire, ma sia capace di restituire dignità alle persone, valore al lavoro manuale e centralità alla crescita umana, specialmente nei luoghi dove la speranza ha più bisogno di spazio.

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