Nella mattinata di oggi, martedì 10 febbraio 2026, si è svolta nella sala “Mario Marino Guadalupi” la riunione della Conferenza dei capigruppo, alla quale ha partecipato una delegazione di Enel per avviare un confronto sul futuro della centrale “Federico II” a Cerano, in considerazione della congiuntura internazionale, degli avviati processi di transizione energetica e di reindustrializzazione del territorio brindisino.
In avvio dei lavori il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, ha riferito del colloquio con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, soffermandosi sui temi della possibilità che la Centrale venga considerata in “riserva fredda” e sui livelli occupazionali dei lavoratori diretti e indiretti, che gravitano attorno all’insediamento energetico di Cerano. Nel corso dell’incontro sono intervenuti diversi dei capigruppo consiliari con Enel che ha ribadito la centralità del sito di Brindisi nella strategia di decarbonizzazione.
È stato altresì chiarito che la “riserva fredda” della Centrale Enel nella sua attuazione concreta è possibile ed ha tempi di realizzazione diversi, a seconda delle effettive strategie che il Governo deciderà di adottare con proprio provvedimento, in virtù del quale prenderanno corpo le relative procedure per attuare tale riserva. Anche perché tale iter attuativo, secondo quanto chiarito da Enel, non interferisce con gran parte dei progetti di riqualificazione. La delegazione Enel infatti ha fatto presente che le strutture necessarie alla riserva occupano porzioni limitate del sito, lasciando libere le aree destinate ai nuovi investimenti.
Enel ha peraltro confermato l’avvio dei cantieri nella primavera 2026 per il progetto BESS (Battery Energy Storage System). Situato nel sito di Cerano e aggiudicato nell’asta di settembre 2025, diventerà uno dei più grandi impianti di accumulo al mondo.
Ribadito, sul fronte occupazionale, quanto già acclarato nel protocollo d’intesa siglato in Prefettura lo scorso 23 dicembre 2025. In sostanza, Enel ha dichiarato che non esiste alcun rischio per i dipendenti diretti, che saranno ricollocati nel Gruppo. Per quanto riguarda l’indotto, oltre ai piani di formazione, Enel ha fornito garanzie operative immediate e circa la concessione della banchina, Enel ha fatto presente ai partecipanti che ad inizio del 2026, in considerazione della interruzione delle operazioni di sbarco del carbone e in attesa di indicazioni sul futuro dell’impianto, ha richiesto all’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico meridionale una nuova concessione per la banchina di Costa Morena, ciò al fine della messa in pristino dell’infrastruttura.
“Consideriamo la riunione di oggi come la prima di una serie di incontri con Enel che ci porteranno a definire uno scenario compiuto fra decisione del Governo circa la ‘riserva fredda’ e decisioni del Mimit circa un piano organico di reindustrializzazione e anche di decarbonizzazione, contestualmente all’innovazione tecnologica. Sono in fase conclusiva le istruttorie di almeno 15 imprese e questo darebbe la stura all’avvio delle iniziative di reindustrializzazione”.
Feb 10, 2026
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