September 26, 2026

Un Pino d’Aleppo di oltre 70 anni abbattuto per fare spazio a un parcheggio per lo shuttle. Legambiente: “Serve subito un Regolamento del Verde”. Quarta convoca la Commissione Ambiente. Rossi: “Taglio ingiustificabile”

La vicenda degli alberi abbattuti a Brindisi torna a suscitare proteste e interrogativi. Questa volta al centro della polemica c’è un magnifico esemplare di Pino d’Aleppo (Pinus halepensis) nell’area adiacente al Parco 19 Maggio, nella zona del Cillarese, lungo la strada provinciale per San Vito.

Secondo quanto denunciato da Legambiente – Circolo “Tonino Di Giulio” di Brindisi, si trattava di un albero di oltre 70 anni, alto circa 20 metri e con un fusto di oltre 80 centimetri di diametro, caratterizzato da un importante valore ornamentale e ambientale. L’abbattimento sarebbe legato alla necessità di realizzare un’area di parcheggio destinata allo shuttle.

A pochi metri di distanza, sempre secondo Legambiente, nella stessa mattinata erano stati abbattuti anche un Pino domestico e una macchia composta da circa quindici eucalipti.

Un intervento che ha immediatamente alimentato la protesta degli ambientalisti e di diversi esponenti politici.

Per il Circolo Legambiente di Brindisi, quanto accaduto rappresenta l’ennesimo episodio di una gestione del verde urbano che richiede una svolta.

“Piangere su questo albero non basta più”, sostiene l’associazione, sottolineando come Brindisi sia ancora priva di un Piano e di un Regolamento del Verde.

Una carenza che, secondo Legambiente, assume particolare rilievo in una città chiamata ad affrontare gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici: dalle ondate di calore alle temperature estreme, fino agli eventi meteorologici intensi.

Gli alberi, viene ricordato, svolgono infatti una funzione che va ben oltre quella ornamentale: contribuiscono alla riduzione delle isole di calore, alla filtrazione dell’aria, alla produzione di ossigeno e alla mitigazione degli effetti del clima urbano.

Da qui la richiesta di dotare finalmente Brindisi di strumenti di pianificazione capaci di tutelare il patrimonio arboreo e di orientare le trasformazioni urbane verso una maggiore resilienza.

Sul caso è intervenuto anche Roberto Quarta, presidente della Commissione Ambiente del Comune di Brindisi, che ha annunciato la convocazione della commissione per affrontare il tema.

L’obiettivo, ha spiegato Quarta, è avviare immediatamente il percorso per la redazione di un Regolamento del Verde, coinvolgendo amministrazione, uffici comunali, associazioni ambientaliste, comitati cittadini e categorie interessate.

La Commissione Ambiente dovrebbe riunirsi martedì prossimo con all’ordine del giorno proprio l’avvio dei lavori per la predisposizione del regolamento.

Quarta propone quindi di trasformare la protesta suscitata dall’abbattimento del pino in un’occasione per aprire un confronto più ampio sulle politiche del verde urbano.

Critico anche l’ex sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, secondo il quale l’abbattimento degli alberi nella zona del Cillarese sarebbe “ingiustificabile”.

“La realizzazione di opere pubbliche non può essere fatta in questa modalità”, sostiene Rossi, secondo il quale, qualora l’opera sia ritenuta utile e necessaria, questa dovrebbe essere “progettata e realizzata contemplando il mantenimento degli alberi”.

Una posizione che richiama il tema della progettazione delle opere pubbliche e della necessità di considerare il patrimonio arboreo come parte integrante dello spazio urbano, evitando che la realizzazione di nuove infrastrutture comporti automaticamente la perdita di alberi maturi.

Il tema ora è quello delle scelte urbanistiche

Al di là del singolo abbattimento, la vicenda riporta dunque al centro del dibattito cittadino una questione più ampia: come conciliare la realizzazione delle opere pubbliche con la tutela del patrimonio arboreo esistente.

Il punto, per ambientalisti e opposizioni, è evitare che gli alberi vengano considerati un ostacolo alla progettazione e fare in modo che la loro conservazione costituisca invece uno degli elementi da cui partire nella definizione degli interventi.

A Brindisi, intanto, il confronto si sposta in Commissione Ambiente. La richiesta di Legambiente è chiara: dotare finalmente la città di un Regolamento del Verde e di una strategia complessiva di adattamento climatico.

Perché un albero di settant’anni non può essere sostituito, in termini ambientali, con la semplice piantumazione di un nuovo esemplare. La differenza tra un giovane albero e un grande albero adulto è fatta di decenni di crescita, di ombra, capacità di assorbimento degli inquinanti, regolazione della temperatura e biodiversità.

Ed è proprio su questo equilibrio tra sviluppo urbano, opere pubbliche e tutela del verde che Brindisi è chiamata ora a confrontarsi.

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