March 5, 2026

L’ultimo report di Legambiente malaria, che, sulla base dei dati ARPA, rileva la qualità dell’aria nelle città italiane, per quel che riguarda Brindisi, si evidenzia il superamento del limite di PM 2,5 (11 particelle per metro cubo), rispetto al limite di 10 particelle per metro cubo che l’Unione Europea prescriva debba essere obbligatorio nel 2030. La conseguenza dovrebbe essere quella di ridurre le emissioni di polveri sottili del 9% a Brindisi e ciò, in una realtà, che è bene ricordarlo, dall’ottobre 2024 non ha più l’esercizio a carbone della centrale Brindisi sud.

Il Ministero dell’economia e dell’ambiente e della sicurezza energetica hanno emanato un decreto del 7/1/2026 che ha come beneficiari i comuni capoluoghi di provincia e le città metropolitane, in tema di mobilità sostenibile con l’obiettivo di:
– abbattere l’inquinamento atmosferico, ridurre l’impatto del settore dei trasporti, sia relativamente alle persone che alle merci, sulla qualità dell’aria, in particolare in ambito urbano e metropolitano, con effetti positivi anche sulla decarbonizzazione, attraverso un miglioramento dell’organizzazione di servizi di mobilità delle persone e delle merci tale da produrre anche un cambiamento nelle abitudini di mobilità dei cittadini
– interessare le attività funzionali alla gestione e all’erogazione dei servizi di mobilità, le attività di informazione, di comunicazione e di incentivazione all’utenza, le attività di analisi, di elaborazione e di consolidamento dei dati relativi agli spostamenti, nonché eventuali ulteriori attività attuabili dalle amministrazioni locali per rendere sostenibile la mobilità urbana.

Il Decreto, in particolare, prevede un finanziamento di 25 milioni di euro per Brindisi e Taranto, città che purtroppo hanno in comune una storia di insediamenti produttivi ad alto impatto ambientale e sanitario ed un inquinamento atmosferico in città e anche i rilevamenti effettuati dal treno verde di Legambiente hanno potuto documentare.

In particolare a Brindisi, l’adottato piano urbano della mobilità sostenibile, aveva esattamente scopi generali e obiettivi specifici che sono nell’oggetto e nelle finalità del decreto, incidendo sul taglio netto del traffico di automezzi privati in città, sullo sviluppo di quello pubblico, anche potenziando l’acquisto di bus nuovi e alimentati a metano, e soprattutto elettrici e il car-sharing, la circolare marittima e i collegamenti ferroviari tra porto e aeroporto, nonché la creazione e la promozione di parcheggi di scambio e di quelli perimetrali al centro storico (vedasi la prossima fruizione di oltre 350 stalli con parcheggio di scambio siti in via Tor pisana) in e in esso, riducendo sensibilmente la presenza e la sosta di veicoli.

Da alcuni anni, è stato stravolto un piano di rigenerazione urbana e tra l’altro creava una connessione stretta tra la valorizzazione e la mobilità sostenibile del centro storico e la programmazione del water front o della città d’acqua, su cui forte era stato l’impegno dell’onorevole Domenico Mennitti, in quanto Sindaco di Brindisi.

La scelta delle basole su corso Garibaldi e corso Umberto e l’eliminazione degli attraversamenti veicolari su piazza Vittoria, avevano come scopo la piena pedonalizzazione di tali aree (processo avviato con la creazione delle Ztl) e quindi è assurdo che oggi si dica che il problema sono le basole e non la scelta assurda di consentire il traffico veicolare, sempre più senza limiti.

Nell’ultimo consiglio comunale è stata approvata una mozione che potrebbe persino prevedere di asfaltare corso Garibaldi, che, contrariamente a quanto si afferma è il “salotto buono” della città, tanto più se connesso al lungomare e alla “Città d’acqua”. Definire corso Umberto, che oggi è già giustamente pedonale fra piazza Vittoria e via Conserva, il “salotto buono” fino a piazza Cairoli è semplicemente un
paravento dietro cui ancora una volta si vuole danneggiare i tanti brindisini che da sempre vivono corso Garibaldi, i suoi bar e i suoi locali, appunto come il salotto buono della città.

Il pensare di poter destinare, parte dei finanziamenti del decreto del gennaio 2026, è la negazione dello spirito stesso del decreto e degli obiettivi sopra riportati. Legambiente chiede al Sindaco di Brindisi l’apertura di un confronto con la città, sul corretto utilizzo dei finanziamenti previsti dal decreto per combattere l’inquinamento atmosferico, a cominciare dal PM 2,5, che è quello che può più aggredire
l’apparato respiratorio, fino ai bronchi, ai bronchioli e quindi al polmone.

Gli investimenti a favore di un PUMS che garantisca la mobilità sostenibile e la qualità dell’aria, dovrebbe essere obbiettivo primario proprio degli esercenti di corso Garibaldi, che vedono il transito inquinante delle auto a ridosso dei tavolini dei bar e delle attività di somministrazione (con forte disagio per turisti, crocieristi, diportisti e famiglie con bambini), e che certamente ricordano lo spettacolo inquietante dei partecipanti al Corpus Domini, costretti a zigzagare fra le auto.

 

Legambiente Brindisi
Circolo “Tonino Di Giulio”

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