April 27, 2026

“I porti della Puglia sono il nostro ponte verso il mondo, motori di occupazione e di economia per i territori, che non possono essere sacrificati sull’altare di un nuovo centralismo burocratico. Per questo ho depositato una mozione, col supporto e la condivisione dell’intero gruppo consiliare del Partito Democratico, per impegnare la Regione a difendere l’autonomia decisionale e finanziaria dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale”.

Così la consigliera regionale del PD, Isabella Lettori, lancia l’allarme sulla riforma della governance portuale nazionale che prevede la creazione della società ‘Porti d’Italia S.p.A.’.

“Ci troviamo di fronte ad un rischio concreto di depotenziamento delle nostre realtà territoriali,- spiega Lettori- “La riforma proposta dal Governo rischia di trasformare le Autorità di Sistema in semplici uffici amministrativi, sottraendo loro risorse vitali, con la previsione di prelievi sulle tasse portuali fino al 25%, e la regia sulle grandi opere strategiche. Bari, Brindisi, Barletta, Manfredonia e Monopoli (ai quali si aggiunge Termoli) hanno bisogno di rapidità d’azione e conoscenza del territorio, non di una cabina di regia romana che allontana le decisioni dai moli”.

La consigliera Lettori sottolinea l’importanza di un fronte comune, citando il precedente della Regione Friuli Venezia Giulia: “Il Consiglio regionale friulano ha già approvato all’unanimità una mozione simile, proposta dal Pd, passata anche con il voto della maggioranza di centrodestra, che ha votato per tutelare i propri porti. La difesa dello sviluppo regionale non ha colore politico. Chiedo che anche in Puglia si trovi questa convergenza: il Sistema dell’Adriatico Meridionale, che solo nei primi nove mesi del 2025 ha mosso 12 milioni di tonnellate di merci e 1,5 milioni di passeggeri, è un asset che appartiene a tutti i pugliesi”.

“La mozione – conclude Lettori – impegna il Presidente Antonio Decaro a farsi parte attiva presso il Governo e nella Conferenza delle Regioni affinché la riforma salvaguardi la flessibilità gestionale, eviti la centralizzazione eccessiva e garantisca che le tasse pagate nei nostri porti servano a finanziare la crescita delle nostre infrastrutture, dalla digitalizzazione al ferro, dalla transizione ecologica alla sicurezza. Non permetteremo che i porti pugliesi diventino ‘gusci vuoti’ guidati da remoto”.

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