Scossone politico a Ostuni, dove tredici consiglieri comunali hanno rassegnato le dimissioni irrevocabili davanti a un notaio, determinando la caduta anticipata dell’amministrazione guidata dal sindaco Angelo Pomes.
Gli atti saranno ora depositati presso la segreteria generale del Comune e, una volta protocollati, renderanno effettivo lo scioglimento dell’assise consiliare, con il conseguente avvio del commissariamento dell’ente. Si apre così una fase di gestione straordinaria che condurrà la città verso nuove elezioni, previste nel 2027.
La decisione rappresenta il punto di arrivo di una crisi politica maturata nel corso degli ultimi mesi all’interno della maggioranza di centrosinistra. Eletto nel 2023 con il 63% dei consensi, Pomes ha dovuto fare i conti con una frattura interna progressivamente aggravata, in particolare dopo la revoca delle deleghe a tre assessori di area socialista lo scorso 4 luglio. Da quel momento, gli equilibri in aula sono diventati sempre più precari, con una maggioranza ridotta a un solo voto.
Determinante, nelle ultime settimane, è stata la posizione della consigliera Laura Greco, inizialmente rimasta in maggioranza come indipendente dopo l’uscita dal movimento “Consenso civico”, ma poi confluita nel fronte delle dimissioni.
Il documento è stato sottoscritto da un blocco trasversale composto da cinque consiglieri dell’area socialista, dalla stessa Greco e da sette esponenti del centrodestra eletti tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e liste civiche. Un’alleanza che ha reso inevitabile la fine anticipata della consiliatura.
Dal punto di vista istituzionale, le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri determinano la decadenza automatica del Consiglio comunale e l’interruzione immediata dell’esperienza amministrativa. Nelle prossime ore si attende la nomina di un commissario prefettizio che guiderà l’ente fino al ritorno alle urne.
La caduta da sindaco comporta inoltre per Pomes anche la decadenza dall’incarico di presidente della Provincia di Brindisi, venendo meno il requisito fondamentale legato alla carica di primo cittadino.
Si chiude così in modo repentino una fase politica che, fino a poche settimane fa, appariva consolidata. Per la Città Bianca si apre ora una nuova stagione, segnata dall’incertezza ma anche dalla necessità di ridefinire equilibri e prospettive amministrative.
