November 26, 2020

Brundisium.net
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Gentile Direttore,

Le confesso che sino a pochissimo tempo fa ignoravo colpevolmente che L’Università di Salamanca fosse una delle più antiche e prestigiose università d’Europa.

 

Confesso che lo ignoravo.

 

Ero all’oscuro del fatto che questa prestigiosa istituzione fosse sicuramente la più antica della Spagna (1218) e che per antichità competesse con altri storici bastioni del sapere universale come l’Università di Bologna (1088), di Oxford ( 1096), di Parigi (1257), di Arezzo (1215) o di Napoli (1224).

L’ho appreso da poco, anzi da pochissimo; e l’ho appreso assieme al fatto che da lì, da quelle aule buie e gotiche ma anche vagamente moresche, sono partite le speculazioni più importanti per la modernità.

 

E chi sapeva che proprio lì, a Salamanca, si studiò la fattibilità del progetto di Cristoforo Colombo?

Io no.

E invece andò proprio così : nella antichissima e studiosissima università i massimi pensatori del tempo decisero che l’avventura delle tre caravelle avrebbe potuto avere successo ed iniziarono, ante litteram, ad interrogarsi sullo “status civico” da assegnare alle popolazioni di indios.

E forse qualcuno sa che nel 1986 alla università di Salamanca fu assegnato il Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale e che in quelle motivazioni si trovano, sia pure sotto forma di interrogativi, tutte le sfaccettature del dibattito odierno sull’immigrazione?

Io non so se tu, caro Direttore, ne fossi a conoscenza … io no di certo.

 

Bene! A questo punto, sapendo che, bontà tua, mi consideri più un attento osservatore delle cose della nostra città che uno studioso astratto del pensiero internazionale, so che ti stai chiedendo il perché di questa mia lunga tirata accademica.

Ti rispondo subito.

 

Ho un dubbio che nasce da una notizia letta in questi giorni: la prestigiosissima e antichissima Università, confortata e in linea con il proprio motto “Quod natura non dat, Salmantica non praestat” ha ultimamente stabilito, confortata da studi decennali e dalla collaborazione con i migliori cervelli del mondo, che il cosmo sta rallentando poiché il tempo sta rallentando.

Questo difficilissimo concetto è già visibile ad alte quote dove il tempo scorre, anche se ancora in modo infinitesimale, più lentamente.

Ciò vuol dire che il tempo si fermerà e che tutto ciò che accade resterà cristallizzato e paralizzato senza un poi e che (cito testualmente) “ogni cosa apparirà come se fosse congelata, in una sorta di fermo immagine che durerà per sempre”.

 

Caro Direttore, al netto del fatto che non sono in grado di capire esattamente tutte le implicazioni di tale scoperta, mi chiedo: ma se “ogni cosa rimarrà congelata” vuol dire che il “notaro” romperà eternamente i coglioni e quindi anche in questa campagna elettorale?

 

Caro Direttore, sono angosciato, la prego, mi risponda.

Con la stima di sempre

 

Apunto Serni

 

Brindisi, dopo un primo piatto a base di cernia e un prosecco Valdobbiadene, aspettando la frittura di paranza, sabato 17 marzo, alle ore 21 e 30 circa.

 

RISPOSTA DEL DIRETTORE:

SI!

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