November 25, 2020

Brundisium.net
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L’Amministrazione Comunale di Brindisi ha varato il nuovo regolamento per la concessione temporanea dei beni monumentali di proprietà comunale.
In particolare la nuova regolamentazione riguarda l’utilizzo delle sedi per matrimoni, promesse, mostre, convegni o concerti.
La richiesta, per qualsiasi tipo di utilizzo dovrà essere indirizzata al servizio Beni monumentali del Comune di Brindisi.
La tariffa – per i brindisini – è di 200 euro per il matrimonio e di 100 euro per la promessa, mentre per chi proviene da fuori città il costo sale fino a 300 euro.
L’utilizzo delle sale è, invece, gratuito per fondazioni, associazioni no profit, scuole.
Movimenti, partiti, enti pagheranno 50 o 250 euro a seconda che l’iniziativa abbia scopo di lucro mentre per le mostre, si pagherà 10 euro ogni giornata successiva a quella dell’inaugurazione.

 

Per il matrimonio civile si potrà scegliere tra diverse location, alcune delle quali rappresentano una autentica novità e offrono la possibilità di usufruire di spazi davvero belli e suggestivi come, ad esempio, la sala della Colonna nel palazzo della ex Corte d’Assise, il Monumento al Marinaio d’Italia, il terrazzo della palazzina del Belvedere.
Queste le location: Sala della Colonna nel Palazzo della ex Corte d’Assise, Sala conferenze Palazzo Nervegna, Sala universitaria di Palazzo Nervegna, auditorium ex convento Santa Chiara, chiesetta ex convento Santa Chiara, giardino esterno ex convento Santa Chiara, Chiostro ex convento delle Scuole Pie, androne ex convento delle Scuole Pie, Bastione San Giacomo, ipogeo Bastione San Giacomo, Porta Mesagne, Terrazza della Palazzina del Belvedere, Monumento al marinaio, Casa del Turista, Tempietto di San Giovanni al Sepolcro.

 

E se da un lato il regolamento apre a nuovi luoghi d’incontro, dall’altro chiude alla possibilità di sposarsi sulle spiagge o in altri luoghi all’esterno delle sedi di proprietà del Comune.
Il commissario straordinario Santi Giuffrè, nell’ottica del contenimento dei costi, ha ritenuto “inopportuna” la istituzione di uno o più uffici separati dello stato civile e di estensione, quindi, della qualificazione di “Casa Comunale” ad immobili quali strutture ricettive, ristoranti, locali di spettacolo”.

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