Caro Sindaco,
mi trovo costretto a scriverLe in merito a una situazione quella della cosidetta Movida che, a mio avviso, incide profondamente sulla tensione sociale del nostro territorio.
Vorrei ricordarLe che il Comune è un’istituzione: non è una casa privata, non appartiene al centrodestra, non appartiene al centrosinistra non appartiene al centro. È la casa di tutti i cittadini, i quali hanno il diritto di rivolgersi ad essa per ottenere il riconoscimento di eventuali diritti o risarcimenti.
Per questo motivo, non dovrebbe scandalizzare né indignare il fatto che un gruppo di cittadini presenti una richiesta di risarcimento danni. È un diritto previsto dalla legge. Allo stesso modo, è dovere dell’Ente costituirsi e difendersi nelle sedi opportune, nel pieno rispetto delle regole e delle procedure. Questo è il funzionamento corretto di uno Stato di diritto.
In questa vicenda non esistono vincitori o vinti: a perdere è la civiltà, è il rapporto sociale, è il senso di comunità, quando il confronto degenera in una logica da tifoseria da stadio. Le istituzioni devono mantenere equilibrio, garantire regole certe e, soprattutto, applicarle con coerenza.
Chi vive e utilizza la movida nel rispetto delle norme non ha nulla da temere. Chi, invece, non rispetta leggi e regolamenti, deve essere consapevole delle conseguenze. Il nostro compito è uno solo: far rispettare le regole.
Non è accettabile che qualcuno pensi di poter trasformare la città in uno spazio senza limiti, magari installando altoparlanti o creando disturbo. Certi comportamenti, forse, sono tollerabili in ambiti privati, ma non nello spazio pubblico, dove prevale il diritto collettivo al rispetto e alla convivenza civile.
Se così non fosse, si rischierebbe una deriva pericolosa, dove ciascuno si sente autorizzato a fare ciò che vuole, generando solo conflitto e disordine.
Per questo ti invito, se ti è rimasto il senso delle istituzioni, a riportare il confronto nell’alveo corretto: quello della legalità e del rispetto delle regole. Tutto ciò che esce da questo perimetro non appartiene alla funzione pubblica e non può essere condiviso.
CASA DEI MODERATI
SEGR. PROVINCIALE
Claudio NICCOLI
