October 29, 2020

Brundisium.net
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Ottanta migranti sbarcati a Lampedusa sono stati trasferiti al Cara di Restinco per un periodo di quarantena.

Lo ha stabilito il ministero dell’Interno che ha inviato una nota alle prefetture e alle questure di Agrigento e Brindisi, indicando le disposizioni per il trasferimento.

Gli ottanta migranti accolti nel centro di Restinco sono stati sottoposti a tampone dagli operatori sanitari del Servizio di Igiene e Sanità pubblica della Asl di Brindisi.
“I migranti – spiega il direttore del Sisp, Stefano Termite – sono stati visitati ieri dai medici del Cara. Prima del loro arrivo sono già stati sottoposti in Sicilia a un test sierologico che ha dato esito negativo: non erano presenti anticorpi nel sangue. Il tampone potrà offrire altre informazioni su un’eventuale infezione da Sars-Cov-2: i risultati saranno pronti in tarda serata”.
In ogni caso – continua Termite – “i migranti dovranno affrontare un periodo di isolamento fiduciario di quattordici giorni prima di un possibile trasferimento in altre sedi regionali o extraregionali. Noi monitoreremo gli ospiti ogni giorno in collaborazione con i responsabili sanitari della struttura e poco prima della scadenza delle due settimane eseguiremo un secondo tampone per essere certi della negatività”.
“Questa – conclude il dottor Termite – è una fase in cui potremmo attenderci altri sbarchi di migranti ma la nostra attività di sorveglianza prosegue su più fronti: monitoriamo e mettiamo in isolamento fiduciario chi entra sul territorio da aree del mondo in cui la pandemia è più diffusa. A chi arriva da regioni italiane o nazioni europee in cui il problema del Covid è stato più rilevante chiediamo di aderire all’esecuzione volontaria del tampone”.

Diverse le proteste per lo spauracchio di dover fronteggiare eventuali casi di contagio da coronavirus.

Per la CGIL di Brindisi: “Quanto sta accadendo al Centro di Restinco non rispetta le norme primarie a tutela del popolo degli immigrati ospiti dei centri di accoglienza.
Il Ministero in questi giorni ha assunto una decisione che andrà ad incidere nel futuro di tutti gli ospiti di Restinco.

Ed infatti, questi ultimi, a seguito della decisione ministeriale, saranno trasferiti verso altri centri del Lazio poiché Brindisi diventerà un centro pre Covid.
Ciò che maggiormente rammarica rispetto alla decisione assunta dal Ministero è che questi uomini e donne, dopo tutti gli sforzi compiuti per una integrazione costruttiva, sia attraverso corsi di formazione, che contratti di lavoro, adesso perderanno ogni collegamento con la vita che si erano faticosamente ricostruita e dovranno ripartire ancora una volta da zero.

Quanto sta accadendo non tiene in dovuto conto le scelte compiute, è contrario alla Convenzione Internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie, sottoscritta dalle Nazioni Unite ne 1990 ed entrata in vigore nel 2003, e confligge con l’art 10 della Carta Costituzionale.

Pertanto, con la presente, nel comunicare che giovedì 16 luglio pv, nel primo pomeriggio, presso la sede della Prefettura di Brindisi, si terrà una manifestazione nella quale si richiederà la tutela degli ospiti del Centro, si confida nella possibilità che SE il Prefetto in tale ambito possa ricevere una delegazione al fine di individuare nuovi percorsi alternativi ad un trasferimento sicuramente traumatico, che avverrebbe in danno di uomini che hanno già vissuto l’angoscia di dover abbandonare tutto per guadagnarsi una nuova opportunità di vita“.

Per Pietro Guadalupi (FDI) “i dubbi sono diventati realtà e nel “Cara” di Restinco il Ministero dell’Interno ha pensato bene di realizzare un centro “pre-covid” dove alloggiare i migranti giunti nelle ultime ore in Italia e che devono restare in quarantena per il rischio di aver contratto il covid 19.
A quanto pare, sarebbero stati sottoposti soltanto ad un test sierologico che, come è noto, non fornisce alcuna garanzia, visto che l’unica diagnosi riconosciuta è quella del tampone.
Li hanno letteralmente catapultati a Brindisi senza che la comunità locale ne sapesse nulla e senza che il sindaco Rossi pronunciasse una sola parola, al pari del presidente della Regione Puglia Emiliano.
Avrebbero dovuto “urlare” al Ministro che Brindisi è stata una delle province del Mezzogiorno più colpite dal Covid, che proprio questa provincia ha, in percentuale, uno dei numeri più bassi di posti di terapia intensiva, che il laboratorio per analizzare i tamponi a Brindisi è totalmente insufficiente a soddisfare le esigenze ordinarie (figuriamoci quelle di una struttura aggiuntiva) e che l’ospedale Perrino è stata una grande fonte di contagio per la mancata separazione degli spazi.
Avrebbero dovuto dire che a Restinco non ci sono spazi per garantire il distanziamento (mettendo a rischio i lavoratori della struttura). E invece niente. Solo un silenzio assordante che fa sentire i brindisini sempre meno rappresentati dal duo Rossi-Emiliano.

“La decisione del Governo di creare centri dove ospitare migranti che devono trascorrere la loro quarantena dopo il loro arrivo in Italia non ha tenuto in alcun conto le condizioni in cui si trovano tali strutture e la totale mancanza di garanzie per il personale impiegato all’interno delle stesse e per le popolazioni interessate”.
Lo affermano i parlamentari Mauro D’Attis e Vincenza Labriola (FI) in una interrogazione rivolta al Ministro dell’Interno, finalizzata a conoscere qual è il piano del Governo per controllare il fenomeno migratorio, soprattutto in considerazione dei rischi rivenienti dalla presenza di soggetti che hanno contratto il covid 19.
D’Attis e Labriola, poi, pongono l’accento sulla totale mancanza di tutele per il personale impiegato all’interno delle stesse strutture e per i cittadini che risiedono nelle zone interessate. E’ il caso, ad esempio del centro “Cara-Cpr” di Brindisi-Restinco dove ieri sono arrivati 80 migranti provenienti da Lampedusa, molti dei quali sbarcati in Italia nei giorni scorsi insieme ai 28 “positivi” scoperti a Roccella Jonica nei giorni scorsi.
Al Ministro, pertanto, D’Attis e Labriola chiedono quali misure intende adottare per la gestione di tali migranti nel Cara di Brindisi, con particolare riferimento alle iniziative volte a garantire la sicurezza del personale del Centro.


Per l’on. Lucaselli (FDI) “Tanto tuonó che piovve. Non più tardi di ieri, quando il governo con una decisione incomprensibile faceva approdare una moltitudine di migranti presso il centro di Restinco, esprimevano le nostre perplessità circa tale situazione. Migranti trasferiti presso il centro senza neanche conoscere la positività o meno al Covid degli stessi poiché erano stati sottoposti solo a test sierologici e non a tampone. Un centro che nasce per contenere altra tipologia di soggetti, non adeguato negli anni e che, alla luce dell’emergenza sanitaria, risulta non consono ad ospitare l’utenza trasferita ieri. Tanto è vero che nella mattinata odierna un migrante, in barba a tutti i controlli, è riuscito a fuggire. La buona notizia, al momento, è che lo stesso è stato recuperato evitando che venisse di fatto a contatto con gli abitanti del luogo. La situazione di per se è drammatica ed a tal fine ho provveduto urgentemente a depositare una interrogazione indirizzata al ministro degli interni e al ministro della salute affinché notizino sulla situazione attuale, sui perché di tale decisione e si attivino per la tutela sanitaria degli operatori e delle forze dell’ordine, che al momento risultano in servizio all’interno del centro senza alcuna tutela sanitaria, sia per la mancanza di dispositivi di protezione individuale sia per l’assenza di informazioni se gli ospiti arrivati ieri. Il tutto per evitare quello che giorni fa è accaduto a roccella ionica dove ben 25 agenti hanno contratto il Covid 19 stando a contatto con i migranti”.

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