March 5, 2026

Parte dal Comune di San Michele Salentino la proposta di revisione della normativa regionale che disciplina le piscine nelle strutture ricettive extra-alberghiere. L’iniziativa, promossa dal sindaco Giovanni Allegrini e dall’assessore Angela Martucci, nasce dalle criticità emerse nel corso di una serie di incontri pubblici organizzati negli ultimi mesi a San Michele Salentino con cittadini, operatori turistici, rappresentanti istituzionali e tecnici della ASL di Brindisi.

L’ultimo appuntamento si è svolto mercoledì 4 marzo nella Pinacoteca comunale e l’iniziativa ha attratto le attenzioni del sindaco di Carovigno, Massimo Lanzilotti, e del sindaco di Ostuni, Angelo Pomes che si sono dimostrati disponibili a sottoscrivere la proposta di apertura di un tavolo tecnico regionale, sostenuta da Confesercenti.

Al centro della questione c’è l’articolo 17 della legge regionale n. 35 del 2008, che impone anche ai piccoli bed and breakfast e alle case vacanza dotate di piscina la designazione di un assistente bagnanti. Secondo l’amministrazione comunale e i gestori delle strutture extra-alberghiere del territorio, la norma comporta difficoltà operative soprattutto per le realtà di dimensioni ridotte, spesso ricavate da abitazioni familiari e con pochi posti letto.

Il nodo evidenziato dal Comune e dai tecnici della ASL, tra cui il dottor Rocco Caliandro del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Brindisi, riguarda il confronto con gli agriturismi: queste strutture, che possono arrivare fino a 50 posti letto, godono già di una deroga alla presenza obbligatoria del bagnino, a condizione che siano garantite adeguate misure di sicurezza e informazione per gli ospiti.

Per superare le criticità, il Comune di San Michele Salentino, con il sostegno delle amministrazioni di Carovigno e Ostuni e di Confesercenti regionale, propone alla Regione un sistema più flessibile basato sulla valutazione del rischio della piscina. I parametri considerati sarebbero la superficie dello specchio d’acqua, la profondità della vasca e il numero massimo di ospiti della struttura. In base a questi elementi gli impianti verrebbero classificati in tre livelli: rischio basso, medio o alto.

Solo per le piscine considerate ad alto rischio resterebbe obbligatoria la presenza dell’assistente bagnanti. Negli altri casi potrebbero essere adottate misure alternative, come regolamenti più stringenti, presidi di primo soccorso, salvagenti, informazione agli ospiti e personale formato alle procedure di emergenza.

«L’obiettivo è garantire la sicurezza – sottolineano il sindaco Allegrini e l’assessore Martucci – senza penalizzare le piccole realtà dell’ospitalità diffusa. Il nostro territorio negli anni si è dotato di numerose strutture extra-alberghiere con piscine di dimensioni contenute: l’attuale normativa rischia di penalizzare questa economia e un modello di accoglienza autentico e identitario. La forza di questa proposta nasce dal confronto con il territorio e da un percorso di approfondimento della normativa. Ora siamo pronti a portarla all’attenzione del Consiglio regionale per avviare una modifica necessaria».

 

Ufficio Comunicazione Istituzionale
Comune di San Michele Salentino

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