June 10, 2026

I cittadini di Brindisi non accettano di rimanere inerti rispetto ad una crisi strisciante che sta desertificando la zona industriale. Le chiusure di stabilimenti produttivi si succedono una dietro l’altra senza che si registrino alternative concrete e soprattutto in assenza di strategie
chiare sulle reali motivazioni alla base delle interruzioni dei cicli produttivi.

L’ultima batosta arriva da Basell che ha annunciato la chiusura dello stabilimento brindisino entro il 2026, determinando la perdita di centinaia di posti di lavoro, sia diretti che indiretti.

Desta sconcerto il fatto che Basell non ha inteso attendere l’esito del tentativo di Eni di vendere il proprio impianto di cracking del Petrolchimico brindisino. Con il ritorno in marcia del cracking, infatti, Basell non avrebbe avuto alcun problema di approvvigionamento. Ma
evidentemente le strategie del gruppo erano già improntate ad un disimpegno nel sito di Brindisi.

La politica, però, non può rimanere in silenzio e per una volta sarà opportuno mettere da parte divisioni che non troverebbero alcuna giustificazione.

Jacopo Sticchi e Rino Giannace – Consiglieri di “Per sempre Brindisi”

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