October 4, 2022

Brundisium.net
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Gentile direttore,

ok, ok, lo so, tu pensi che sia inutile che io continui a nascondermi dietro un nome di fantasia che non ha, secondo te, nessun motivo di esistere.

Me lo hai già fatto capire con la tua solita gentilezza e con il tuo proverbiale tatto.

Ti capisco, e ciò mi obbliga a scriverti non già per svelare la mia vera identità ma, al contrario, per comunicarti il perchè io sia costretto dalle circostanze ad usare, ancora per un po’, uno pseudonimo.

 

Il motivo è questo, te lo dico così, senza mezzi termini: faccio parte del coordinamento dello SHAPE, Supreme Headquarters Allied Powers Europe, in parole semplici, i servizi segreti della Nato.

Vivo a Brindisi da quasi due anni sotto le mentite spoglie di A. Serni dopo aver seguito un corso intensivo di tre anni nei quali ho studiato il vostro dialetto, che oramai parlo benissimo, la vostra storia anche recente e i vostri usi e costumi.

Di me al momento non posso dirti altro e sono certo che ne capirai i motivi.

 

Il mio incarico, invece, il perchè io sia qui, la ragione del mio lavoro, te la svelerò subito perchè dopo questi due anni non sono riuscito ad assolvere completamente al mio incarico, anche se, ti prego di consentirmi una breve premessa.

 

Circa quattro anni fa i nostri satelliti spia rilevarono una potenziale attività terroristica nelle maggiori città di frontiera dell’adriatico.

Brindisi era una di queste.

Tutte le tradizionali forme di intelligence messe in atto, però, non portarono ad alcun risultato concreto: rimanevano misteriosi i fini di tale attività, le sigle organizzate sul territorio e gli strumenti che tali terroristi usavano per lo scambio di informazioni e quant’altro a loro utile per l’organizzazione.

 

Gentile direttore, a lungo abbiamo brancolato nel buio più fitto; dopo due anni di lavoro eravamo ad un punto morto.

E’ stato a quel punto che il mio quartier generale ha scelto me, per una missione, come dite voi profani, di “infiltrazione” con un obiettivo ben specifico: smascherare l’organizzazione terroristica agendo sul territorio.

Capirai che non sono autorizzato a fornirti i dettagli dell’operazione; sappi soltanto che ci sono stati pedinamenti, intercettazioni, false piste, sparizioni di agenti, conflitti a fuoco opportunamente occultati, inseguimenti, fughe e tanto altro che non posso proprio rivelare.

Oggi sono autorizzato soltanto a comunicarti, per la tranquillità di tutto il nostro evoluto mondo occidentale, che un grande passo in avanti è stato fatto e che il quadro inizia ad essere chiaro.

 

Non conosciamo ancora gli obiettivi dell’organizzazione, non ne conosciamo il nome, non sappiamo quanti e chi siano gli appartenenti ma abbiamo scoperto i metodi che essi usano per comunicare.

Si, ci abbiamo messo quasi due anni ma ce l’abbiamo fatta: la risposta, come sempre accade, era già là, chiara, evidente, luminosa.

Le raffinatissime e contorte menti terroristiche avevano cercato di mimetizzarla nella vostra quotidianità, e voi, ma anche noi, non eravamo riusciti a capire.

 

La chiave è lì, nella scritta “Tutti in curva” che oramai da anni appare e scompare dai centri nevralgici cittadini.

Una scritta che agli sprovveduti ed ai superficiali potrebbe anche apparire come la stravagante esortazione di un cittadino affetto da monotematico interesse sportivo ma che, invece, non ha superato le “prove di innocuità” testate dal nostro Centro Studi.

Perché ostinarsi a richiamare tutti in curva se in quel settore saranno dieci anni, forse anche venti, che ci va sempre lo stesso numero di persone, e cioè pochissime?

E perchè invitare coloro che abitualmente non si recano allo stadio ad andarci sobbarcandosi anche la tribolazione di assistere alla partita da una posizione sbilenca?

E se volessimo andare in gradinata?

E se volessimo andare nel settore coperto?

E ancora, secondo lei, se io non avessi nessuna intenzione di andarci mi lascerei convincere da una anonima esortazione?

 

Come vede, direttore, non sta in piedi.

Da qui, da questa certezza che qualcosa di losco vi fosse sotto quella semplice scritta, siamo partiti per porci altre e ben più inquietanti domande.

Chi mai potrebbe avere in casa metri e metri di lenzuolo bianco?

E chi potrebbe avere a disposizione quella quantità di bombolette nere spray o tutto quel carboncino?

Le pare una cosa normale?

Non comincia anche lei a sospettare che tutto ciò voglia precludere a ben altro?

Ma ancora: gentile direttore,

chi? Chi è che affigge tali scritte?

In quale ora del giorno? Qualcuno ha mai assistito a questa operazione?

Lo fanno di notte? Alla controra? Nelle mattine dei giorni festivi?

E’ un singolo? Un gruppo?

E perché sempre negli stessi posti?

 

Non siamo riusciti a venirne a capo. Vaghiamo ancora nelle fitte nebbie dell’incertezza.

 

Ciò che oggi appare certo è che trattasi di messaggi subliminali.

Cosa contengano al loro interno e perchè ultimamente nella stanghetta superiore delle T vi siano due prolungamenti laterali sono misteri sui quali perdiamo la testa.

La teoria di un contrabbando di lenzuola, di fogli di carta bianca, di carboncini e di spray non regge.

Ben altri scenari è lecito sospettare.

 

Gentile direttore, sono mesi che brancolo nel buio e non le nascondo che il mio quartier generale inizia a sospettarmi di intelligenza con il nemico.

Ciò che le chiedo è un aiuto attraverso la sua testata: faccia girare il mio appello, chiami a raccolta i suoi affezionati lettori, li invogli a denunciare e a contattarmi al mio indirizzo riservato www.servizi segreti.it.

La mia carriera, dopo mille e mille successi ottenuti sotto il nome di James Bond, di Shaft, di Bourne ecc ecc, sta per arenarsi amaramente in questa città.

Mi aiuti se può; ho famiglia e senza pensione sarebbe la mia fine.

Mi aiuti e mi permetta di lanciare un messaggio ai terroristi: costituitevi, se no perdo il posto!

Oppuru spicciatila cu ‘ddi lanzuli.

 

Absit iniuria verbis.

 

A.Serni

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