October 31, 2020

Brundisium.net
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“Quante persone, che oggi si sono defilate, dopo il 10 giugno verranno ad omaggiarmi. Il PRI sarà una forza di governo, con un suo gruppo consiliare ed una sua rappresentanza in Giunta. E mio figlio Gabriele sarà stato eletto Consigliere Comunale. Ma troveranno le porte rigorosamente chiuse. Questa volta non ci sono mezzi termini: o con me o contro di me. Si fa ancora in tempo….”

 

E’ il post pubblicato da Giovanni Antonino, ex sindaco di Brindisi, arrestato nel 2003 e condannato dopo il patteggiamento nell’ambito della “tangentopoli brindisina”, nella tarda serata del 26 Maggio.
Indubbiamente frasi come “verranno ad omaggiarmi” oppure “o con me o contro di me” rappresentano una sorta di autoconfessione della circostanza che l’ex sindaco di Brindisi si sia ritagliato un ruolo di primo piano nella campagna elettorale del centrodestra, benché lo stesso Antonino, il 13 marzo scorso, abbia formalmente comunicato di sospendersi dalla carica di Segretario Provinciale del Partito Repubblicano Italiano.

 

In pochi minuti il post è stato diffuso sui social network e su whatsapp ed ha scatenato le reazioni di alcuni candidati sindaco.

 

Su Facebook Riccardo Rossi ha voluto rivolgersi al candidato sindaco della coalizione in cui milita il PRI, con il seguente messaggio:
“Cavalera ma chi è il tuo candidato l’ex Sindaco Antonino o il figlio?
Perché dovrebbero omaggiare il padre se il figlio è il candidato?
Giù la maschera. Altro che non ha incarichi.
E poi è tollerabile questo messaggio?
Omaggiarmi? Fate ancora in tempo?
Brindisi sveglia. Non torniamo indietro .
Non indietreggiamo.
Liberiamo questa città da questa politica.”

 

Subito dopo, attraverso un comunicato stampa, è giunto il commento del candidato sindaco Massimo Ciullo:

“Il capo politico di Cavalera si chiama Giovanni Antonino il tiranno. Il post di Giovanni Antonino si commenta da sé e dimostra, da solo, come le mie critiche nei suoi confronti quale artefice ed animatore della coalizione di Cavalera siano state sempre fondate. Adesso chiedo a Cavalera come possa continuare a illudersi di definirsi “garante” di un cartello elettorale che vede protagonisti simili personaggi che addirittura minacciano di chiudere le porte ai cittadini che la pensano diversamente da lui.

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