September 29, 2026

Al PalaRadi di Cremona la squadra di coach Nicola Brienza si assicura i primi due punti della stagione dopo una partita che in tanti si sarebbero forse immaginati più facile. Per spiegare queste difficoltà ci sarebbero da analizzare una serie di fattori che, forse, sono stati presi poco in considerazione.
La vittoria di Cremona è stata una partita fatta di errori, da ambo le parti, che possono essere riconducibili a una scarsa lucidità e ad un eccesso di frenesia figlia probabilmente del fatto che si, è ancora basket di settembre ed è la prima partita ufficiale dopo la preparazione estiva. Anche per i più critici, questo fattore non può non essere considerato.
Con altrettanta onestà va però detto che se ieri Brindisi si fosse trovata davanti una squadra con ambizioni superiori, anche di poco, a quelle che possono essere quelle della JuVi per questo campionato di A2, probabilmente sarebbe tornata a casa a mani vuote.
Si sono rivisti alcuni vecchi difetti, si sono alternate azioni in cui si è riusciti a costruire ottimi tiri da tre ma quasi mai mandati a segno (il 6/30 è li a certificarlo) con azioni in cui si è decisamente faticato facendo passare troppi secondi prima di riuscire ad entrare nell’attacco creando un vantaggio.
Il secondo aspetto da considerare riguarda senza dubbio i due americani, Kendrick Ray e JaCorey Williams. Se su Ray, causa 3 giorni appena di allenamenti con la squadra, le giustificazioni possono considerarsi più che valide in attesa che entri a tutti gli effetti negli ingranaggi e, soprattutto, in quintetto, su Williams possiamo permetterci di trovare due grandi aggiustamenti da attuare il prima possibile: difesa ed emotività. Quando c’è da correre verso il proprio canestro, e Williams è un lungo che per caratteristiche può farlo senza problemi, non ci si può permettere di restare indietro un giro più volte come accaduto a Cremona. Il secondo tema è la gestione dei falli. Il nativo dell’Alabama deve rientrare in un’ottica di pallacanestro in cui ogni fischio contro di lui conta e va ponderato, e spenderne tre nel primo tempo, o peggio ancora due nel solo primo quarto di gioco, con quella leggerezza ti può compromettere una partita già in partenza.
Chiudiamo il cerchio sugli aspetti da migliorare riguardo alla trasferta del PalaRadi facendo una breve parentesi su Lorenzo Caroti. La presenza di Caroti nel roster della Valtur in questa stagione è un lusso non da poco perché consente di dare minuti di riposo al capitano Andrea Cinciarini senza essere costretti a subire (almeno sulla carta) un calo. È evidente, a Cremona ha giocato una gara pessima, non si può non dire (0 punti in 18 minuti sul parquet con 0/6 da tre punti) ma eccedere eccessivamente nelle critiche o addirittura trarre giudizi già definitivi nei confronti di un giocatore con uno status come il suo, con 4 promozioni in A1 alle spalle e reduce da una stagione da quasi 10 punti di media entrando dalla panchina nella squadra vincitrice dell’ultimo campionato, dopo soltanto la prima gara ufficiale della stagione è, quantomeno, eccessivo.

 

I segnali positivi: il fattore double E

Ethan Esposito, poco altro da aggiungere.
Il nativo di Napoli è stato l’unico a raggiungere la doppia cifra per la Valtur, e che doppia cifra. 23 punti con 8/13 da due e 1/3 da tre e per non farsi mancare nulla ha completato il quadro tirando giù ben 12 rimbalzi. A dir poco dominante.
Quasi paradossale vedere la sua prestazione se si pensa che la sua preparazione estiva è iniziata in ritardo causa problemi fisici.
A Cremona Esposito ha rappresentato la risposta a quasi tutti i dilemmi offensivi, anche a costo di isolarsi dal sistema di coach Brienza e trovando una soluzione personale. Lo stesso Brienza nel post gara si è lasciato scappare un “non so cosa ci faccia qui (riferendosi al campionato di A2) e perché non sia ancora al piano di sopra”, ma fortunatamente per lui e per Brindisi questo mistero continuerà a rimanere irrisolto per ancora un altro po’ di tempo.

 

Il secondo aspetto positivo è sicuramente rappresentato dai rimbalzi conquistati. In questo il roster della Valtur può dirsi ormai pieno di specialisti e di giocatori di stazza capaci di non soffrire quasi nessuno sotto canestro, da Williams a Del Cadia, da Miani a Esposito, passando per Bolpin.
Sono stati 16 i rimbalzi conquistati in più della JuVi. È però proprio questa statistica che porta obbligatoriamente a riflettere sulla gestione troppo spesso sbagliata di tutti questi secondi possessi, non riuscendo a concretizzarli in punti necessari per scavare un solco evitando di portare il match in bilico fino all’ultimo minuto. Certo, paradossale il fatto che nella mente di molti ci sia ancora quella sequenza di 5 tiri liberi sbagliati consecutivamente da parte di Cremona con annessi 3 rimbalzi offensivi conquistati.

 

Vedendo il primo match ufficiale di questa stagione è quindi chiaro ed evidente come questa squadra abbia tremendamente necessità di giocare insieme e di passare minuti sul parquet per creare un’alchimia. Forse in estate si è parlato un po’ troppo delle conferme facendo passare il messaggio che grazie a esse ci sarebbero stati meccanismi ben oliati fin da subito, ma questa squadra ha cambiato tanto, a partire dalla cosa più importante ovvero la guida tecnica. Se poi a tutto ciò si somma la movimentata preparazione estiva, con gli acciacchi di Esposito e di Miani e con l’infortunio di El Ellis che ha costretto la società all’ennesima pronta reazione sul mercato, spiegarsi il perché questa squadra non si trovi ancora a memoria viene più facile.
Certo è che accettare l’idea di dover crescere e di perfezionare ancora un’intelaiatura di gioco mentre si vince e con i 2 punti in tasca, facilita il lavoro di tutti e rende tutti più sereni, oltre ad essere l’unica opzione possibile. E questo coach Brienza lo sa bene, anche perché le altre lì davanti hanno già fatto capire di aver intenzione di correre.

 

FRANCESCO DE BONIS

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