Sale la tensione alla vigilia del tavolo di verifica sul piano di riorganizzazione di Versalis, convocato per l’8 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. CGIL e FILCTEM CGIL denunciano la mancata convocazione all’incontro e annunciano un presidio nazionale davanti alla sede del ministero, contestualmente all’Assemblea generale della categoria.
In un comunicato congiunto, il segretario confederale della CGIL, Luigi Giove, e il segretario generale della FILCTEM CGIL, Marco Falcinelli, parlano di una scelta «di inaudita gravità», accusando il Mimit di voler escludere deliberatamente le due organizzazioni sindacali dal confronto sul futuro del gruppo chimico.
«Ad oggi – affermano – non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione né come CGIL né come FILCTEM CGIL per partecipare alla riunione prevista l’8 luglio. Continua così a manifestarsi la volontà politica di escluderci dalla discussione, nonostante si tratti di una sede istituzionale».
Secondo i due dirigenti sindacali, l’esclusione finirebbe per ledere il diritto di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno scelto CGIL e FILCTEM come proprie organizzazioni sindacali. Per questo, mercoledì 8 luglio, alle ore 12, è stato convocato un presidio davanti alla sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in via Molise a Roma.
Parallelamente, CGIL e FILCTEM hanno inviato una lettera aperta agli amministratori delegati di Eni e Versalis, con copia al ministro delle Imprese e del Made in Italy, ai presidenti delle Regioni interessate dal piano industriale e agli altri soggetti istituzionali coinvolti.
Nella missiva i sindacati contestano la decisione di limitare la partecipazione al Tavolo di coordinamento e monitoraggio del Protocollo del 10 marzo 2025 ai soli soggetti firmatari dell’accordo. Una scelta che, secondo CGIL e FILCTEM, esclude le organizzazioni non per un problema di rappresentatività, ma esclusivamente perché non hanno sottoscritto l’intesa.
Per le due organizzazioni, il tavolo è chiamato a verificare l’attuazione del Piano di trasformazione industriale di Versalis, affrontando temi che riguardano direttamente investimenti, asset produttivi, occupazione, formazione e riqualificazione professionale. Materie che, sostengono, rientrano pienamente nei diritti di informazione, consultazione e rappresentanza sindacale riconosciuti dall’ordinamento.
CGIL e FILCTEM ritengono inoltre che il criterio della firma sia stato applicato in modo incoerente, osservando come al tavolo risultino invitate anche alcune Regioni che non hanno sottoscritto il Protocollo del 10 marzo 2025. Una circostanza che, secondo i sindacati, renderebbe ancora più evidente la disparità di trattamento nei loro confronti.
Nella lettera viene poi richiamata la recente decisione di LyondellBasell di chiudere l’impianto di polipropilene di Brindisi, indicata come la prima concreta manifestazione di quel “effetto domino” che CGIL e FILCTEM avevano denunciato sin dall’avvio del confronto sul piano Versalis e che aveva motivato la loro mancata adesione al Protocollo.
Per questo motivo le due organizzazioni chiedono formalmente a Eni e Versalis di attivarsi presso il Mimit affinché venga rimossa quella che definiscono una situazione discriminatoria e sia garantita la loro partecipazione al Tavolo di coordinamento e monitoraggio.
Nella parte conclusiva della lettera, i sindacati avvertono che il permanere dell’attuale esclusione potrebbe configurare una lesione delle prerogative sindacali e avere conseguenze anche sotto il profilo della corretta applicazione delle norme in materia di informazione e consultazione dei lavoratori. CGIL e FILCTEM chiedono quindi un intervento immediato per ristabilire, affermano, «condizioni di effettivo pluralismo e piena partecipazione sindacale» nell’interesse dei lavoratori coinvolti e della credibilità del percorso di trasformazione industriale.
