La crisi che sta attraversando il comparto vitivinicolo non può essere considerata soltanto un problema dei produttori e delle cantine. Se il mercato rallenta, aumentano le giacenze e diminuisce la remunerazione del prodotto, le conseguenze rischiano di arrivare anche sul lavoro. Ed è questo che, come FLAI CGIL Brindisi, ci preoccupa maggiormente.
La Puglia arriva a questa fase con una capacità produttiva enorme e con oltre 4,2 milioni di ettolitri di vino presenti nelle cantine al 31 luglio 2026. Allo stesso tempo assistiamo a una contrazione dei consumi e a un cambiamento delle abitudini dei consumatori. Non siamo quindi di fronte soltanto a una congiuntura sfavorevole. Ci sono elementi che indicano una trasformazione più profonda del mercato e sarebbe un errore affrontarla esclusivamente come un’emergenza temporanea.
«La nostra preoccupazione riguarda ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi nelle campagne e nelle cantine – dichiara Gabrio Toraldo, segretario generale della FLAI CGIL Brindisi -. Quando il valore del prodotto diminuisce e le aziende hanno difficoltà a collocarlo sul mercato, il rischio è che la compressione dei margini finisca per scaricarsi sull’occupazione, sulle giornate lavorate e, nei casi peggiori, sulla qualità e sulla regolarità del lavoro».
Il vino italiano conserva una straordinaria capacità produttiva ed esportatrice e sarebbe sbagliato descrivere un settore indistintamente in crisi. Ma i segnali vanno letti. Il consumo mondiale diminuisce da diversi anni, anche in Italia si beve complessivamente meno vino rispetto al passato e cambiano modalità, occasioni e preferenze di consumo. Alcuni segmenti continuano a funzionare, altri mostrano maggiori difficoltà.
Per una regione come la Puglia, che rappresenta circa un quinto della produzione vinicola nazionale, la questione diventa strategica. «Dobbiamo avere il coraggio di chiederci se stiamo producendo ciò che il mercato dei prossimi anni sarà in grado di assorbire – sottolinea Toraldo -. Non significa mettere in discussione la qualità del nostro vino, ma prendere atto che stanno cambiando consumatori, gusti e mercati. Difendere il settore significa accompagnarlo dentro questo cambiamento».
Le misure straordinarie per ridurre le eccedenze possono essere necessarie nelle fasi più difficili, ma non possono rappresentare l’unica risposta. Se la domanda cambia strutturalmente, occorre intervenire anche sull’offerta, sulla programmazione, sulla promozione dei vini pugliesi, sull’internazionalizzazione, sull’innovazione di prodotto, sulla qualità e sulla capacità di raggiungere nuovi consumatori e nuovi mercati. Serve quindi un confronto tra Regione Puglia, organizzazioni agricole, cooperative, cantine, organizzazioni sindacali, Consorzi di tutela, ricerca e formazione.
Occorre conoscere meglio cosa viene prodotto, quali categorie incontrano maggiori difficoltà, quali mercati arretrano e quali invece offrono nuove opportunità.
Per la FLAI CGIL c’è però una condizione imprescindibile: la crisi non può essere pagata dai lavoratori. Meno giornate, salari compressi, maggiore precarietà o arretramenti sul terreno dei diritti non possono diventare strumenti per recuperare competitività. Anche gli eventuali sostegni pubblici alla filiera devono contribuire a salvaguardare occupazione, regolarità del lavoro e applicazione dei contratti.
Per Brindisi, dove la viticoltura rappresenta un pezzo importante dell’economia agricola e genera occupazione nelle campagne, nelle cantine e nell’indotto, occorre muoversi prima che le difficoltà di mercato diventino emergenza occupazionale.
«Chiediamo un confronto territoriale sul comparto vitivinicolo brindisino – conclude Toraldo – per verificare andamento dell’occupazione, giornate lavorate, situazione delle aziende e prospettive del mercato. Non vogliamo un tavolo convocato quando dovremo contare i posti di lavoro persi. Dobbiamo provare a prevenire la crisi. Difendere la viticoltura brindisina significa tutelare imprese, agricoltori e lavoratori, ma anche avere il coraggio di capire dove sta andando il mercato e costruire oggi la filiera che servirà domani».
Gabrio Toraldo
Segretario generale
Flai-Cgil Brindisi
