January 7, 2026

Un’escalation inquietante sta attraversando la provincia di Brindisi: i cimiteri, luoghi simbolo della memoria e del rispetto, sono diventati bersaglio di raid sistematici da parte di ladri senza scrupoli, a caccia di rame, ottone e altri metalli rivendibili sul mercato illegale. Le segnalazioni di profanazioni e furti si susseguono ormai quotidianamente e coinvolgono comuni anche distanti tra loro.

Dopo i casi registrati nei giorni scorsi a Villa Castelli, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, San Donaci, Tuturano e Oria, l’ultimo episodio in ordine di tempo riguarda San Vito dei Normanni. Ma a scuotere profondamente la comunità è stato anche quanto accaduto a Ceglie Messapica, dove nella notte del 2 gennaio ignoti hanno devastato numerose tombe, loculi e oggetti ornamentali all’interno del cimitero comunale.

I visitatori si sono trovati davanti a uno scenario desolante: lapidi danneggiate o spaccate, urne e sepolcri violati, corredi funebri trafugati, fiori calpestati e detriti disseminati lungo i vialetti. I profanatori hanno agito con violenza, sradicando portafiori e arredi in rame e ottone, provocando ingenti danni alle strutture in marmo e granito che rivestono i loculi. In alcuni casi sarebbero stati utilizzati anche strumenti di fortuna per forzare cancelli e divellere le suppellettili metalliche, senza alcun rispetto per i luoghi o per il dolore delle famiglie.

La notizia si è diffusa rapidamente, spingendo molti cittadini a recarsi nei cimiteri per verificare l’integrità delle tombe dei propri cari. Per numerose famiglie, la scoperta della profanazione ha rappresentato una ferita ulteriore, che si è aggiunta al lutto già vissuto. Particolarmente forte l’indignazione per quanto accaduto a Oria, dove è stato saccheggiato anche il cosiddetto “cimitero dei bambini”, una sezione dedicata alle spoglie di piccoli e giovani morti prematuramente.

Sui social la rabbia e lo sgomento si sono trasformati in una condanna corale di atti definiti sacrileghi, segno di un fenomeno che appare tutt’altro che episodico. A Ceglie Messapica il sindaco Angelo Palmisano ha annunciato la presentazione di una denuncia formale e l’avvio delle indagini da parte delle forze dell’ordine, sottolineando come il raid segua dinamiche già riscontrate in altri comuni e sia chiaramente finalizzato al furto di metalli.

A San Donaci, il sindaco Giancarlo Miccoli, insieme all’assessora Arcangela De Mitri, ha effettuato un sopralluogo per constatare l’entità dei danni. Miccoli ha inoltre avviato contatti con i sindaci dei comuni limitrofi per coordinare una risposta condivisa e sollecitare un incontro con il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Leonardo Acquaro, con l’obiettivo di intensificare le indagini e risalire alla rete dei ricettatori che alimenta questo lucroso traffico illecito.

Si tratta di reati particolarmente gravi, puniti dall’articolo 407 del codice penale, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni per chi vilipende manufatti o ornamenti destinati al culto dei defunti. Intanto, in tutto il Brindisino, la vigilanza resta alta: l’effetto emotivo di questi blitz illegali è profondo e diffuso, e le comunità chiedono risposte rapide per fermare una spirale di sciacallaggio che colpisce i luoghi più indifesi e simbolicamente sacri.

Comments are closed.