January 7, 2026


La gestione dei rifiuti nel territorio brindisino non può più essere affrontata con esitazioni, ambiguità o rimpalli di responsabilità. I casi della discarica pubblica di Autigno e dell’impianto privato di Formica Ambiente rappresentano due nodi centrali di una stessa questione politica: quale modello di gestione dei rifiuti si intende adottare e con quali garanzie per l’ambiente e la salute dei cittadini.

La discarica di Autigno, situata tra Brindisi e San Vito dei Normanni, è da anni segnata da criticità ambientali, vicende giudiziarie e contenziosi amministrativi. È un sito che richiede trasparenza, rigore e una scelta chiara sul proprio futuro: chiusura definitiva, messa in sicurezza o possibile riutilizzo. Il recente inserimento di Autigno tra i “siti orfani” finanziati dal PNRR per la messa in sicurezza conferma la rilevanza ambientale e sanitaria dell’area e rafforza la necessità di una decisione politica responsabile e condivisa.

Parallelamente, la discarica Formica Ambiente, impianto privato regolarmente autorizzato per rifiuti speciali non pericolosi nel Comune di Brindisi, è al centro di un acceso dibattito sull’ipotesi di ampliamento. Le preoccupazioni riguardano l’impatto sulle falde acquifere e il rischio di effetti cumulativi sul territorio. Da un lato, opposizione e associazioni ambientaliste chiedono che non si guardi esclusivamente all’aspetto economico, dall’altro una parte della maggioranza richiama le autorizzazioni esistenti e le valutazioni tecniche già svolte, accusando le critiche di strumentalità.

Autigno e Formica vengono inevitabilmente accostate perché insistono sullo stesso territorio, sullo stesso contesto ambientale e sulle stesse falde, con potenziali ricadute sulla salute della medesima popolazione. Inoltre, il Comune di Brindisi riveste un ruolo centrale in entrambi i casi: è direttamente coinvolto nella gestione del sito pubblico di Autigno ed esprime una posizione politica determinante sulla richiesta di ampliamento dell’impianto di Formica.

Nel dibattito pubblico, le due discariche finiscono spesso per essere percepite come scelte alternative. L’idea diffusa è che l’inutilizzo o la mancata messa in sicurezza di Autigno aumenti la pressione sull’impianto privato, e viceversa. Così, ogni sito diventa una leva negoziale: Autigno viene richiamata per giustificare o contestare l’ampliamento di Formica, mentre Formica diventa il parametro implicito per decidere cosa fare della discarica pubblica. Il risultato è uno stallo permanente, su entrambi i fronti, alimentato dall’assenza di una visione complessiva e di una decisione chiara.

In questo contesto, il gruppo Fratelli d’Italia Brindisi ha più volte chiesto l’apertura di un confronto serio e trasparente nei tavoli istituzionali competenti, per valutare tutte le opzioni disponibili in modo oggettivo, senza preclusioni ideologiche né verso il pubblico né verso il privato. Tuttavia, a fronte delle numerose prese di posizione delle diverse forze politiche, la linea del Sindaco appare ancora oggi poco chiara. Dichiarazioni favorevoli all’ampliamento di Formica si sono alternate ad affermazioni secondo cui la decisione “non spetta a lui”, generando incertezza e immobilismo. Uno stallo che non produce soluzioni concrete né risposte credibili per la comunità.

Siamo convinti che la sovranità delle scelte politiche debba appartenere al territorio e alle forze politiche locali, chiamate ad assumersi la responsabilità di decidere dopo un’attenta valutazione dei pro e dei contro, con una visione di lungo periodo. In questo senso, i sopralluoghi di esponenti politici estranei al contesto locale rischiano di ridursi a mere passerelle, atti formali che non aggiungono elementi reali al processo decisionale e finiscono per illudere i cittadini.

Qualsiasi decisione sul futuro di Autigno e Formica non può essere individuale né imposta dall’alto. Dovrà essere collegiale, condivisa e trasparente, assunta esclusivamente nell’interesse del territorio e a tutela della salute dei cittadini. Senza una visione complessiva e una scelta chiara, i due casi continueranno a essere legati da un dibattito sterile. È tempo di superare l’immobilismo e restituire ai partiti del territorio il diritto di decidere.

Claudia De Donno
FdI Brindisi

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