Una partecipazione straordinaria ha fatto da cornice, nella serata di ieri, alla tredicesima edizione del Premio alla Cultura “Michele Cretì”.
Il Salone di Rappresentanza del Castello Dentice di Frasso, simbolo di una comunità che si ritrova nelle sue radici, ha accolto una platea gremita per quello che è ormai un rito condiviso: un appuntamento che si rinnova puntualmente ogni anno, la prima domenica dopo Pasqua, per onorare la memoria e il lascito di un uomo che ha cambiato il volto culturale di Carovigno.
Ricordare Michele Cretì, Cavaliere della Repubblica e storico fondatore dell’Ente Culturale ‘Nzegna, significa raccontare la missione di un “grande tessitore” della socialità.
Grazie alla sua visione, la bandiera è uscita dai libri di storia e dalle strade di paese per farsi movimento, passione e orgoglio nelle mani di intere generazioni di giovani.
I PREMIATI DEL 2026
Il cuore della serata è stato il conferimento dei riconoscimenti a tre personalità che incarnano diverse anime dell’identità locale:
Il Premio Michele Cretì 2026 è stato assegnato a Giovanna De Vita: autrice e instancabile promotrice culturale, premiata per la sua capacità di dare voce alla memoria collettiva attraverso opere come i romanzi “In trincea sbocciano fiori” e “La storia non chiede il permesso.”
Per il premio giovani è stata designata Francesca Bottacci, giovane chef di talento che ha portato i sapori pugliesi dal Perù al Bahrein, rendendo le nostre radici un linguaggio universale.
Menzione speciale per Cosimo Santoro: omaggiato come custode del “saper fare” artigiano: Barbiere, sarto e musicista, si è distinto come spina dorsale della storia produttiva e artistica di Carovigno.
Uno dei momenti più toccanti della serata è stato l’emozionante intervento di Pasquale Cretì, figlio di Michele. Con parole cariche di affetto e visione, Pasquale ha voluto sottolineare come questo Premio non sia solo una celebrazione del passato, ma uno stimolo costante per il presente: “Questo riconoscimento sottolinea quanto la città di Carovigno sia ricca di talenti straordinari”, ha dichiarato, aggiungendo che tali eccellenze vanno valorizzate e sostenute con continuità, anche e non solo attraverso il momento simbolico della premiazione, ma rendendole parte integrante della crescita della comunità.
L’evento ha confermato la forza di un “gioco di squadra” che vede unite le principali realtà associative della città: il Gruppo Sbandieratori Battitori ‘Nzegna rappresentato in questa occasione da Marcello Leo, l’Università Popolare “G. Cesaria” con Luigi Cesaria, la Compagnia Sbandieratori e Musici “I Carvinati” con l’intervento di Gianni Martino e il Gruppo Sbandieratori Rione Castello – Lu Pizzuttinu attraverso le parole di Francesco Carparelli.
Il Comitato Premio Cretì da anni si impegna affinché rimangano saldi non soltanto la memoria, ma anche gli insegnamenti che Michele Cretì ha saputo donare, con il supporto del Comune di Carovigno e della Regione Puglia. Per l’Amministrazione Comunale di Carovigno sono intervenuti il Sindaco Massimo Lanzilotti, l’Assessore alla Cultura Sabrina Franco e il Presidente del Consiglio Comunale Francesco Leoci, i quali hanno ribadito come la dedizione al territorio di Michele Cretì debba continuare a essere la bussola per il futuro della città.
In una sala colma di emozione, la XIII edizione del Premio Cretì ha dimostrato ancora una volta che la cultura a Carovigno non è un privilegio per pochi, ma un bene comune da regalare, vivere e tramandare, esattamente come insegnava Michele.
