Clima teso a Ceglie Messapica in vista delle elezioni amministrative 2026. Il candidato sindaco Antonello Laveneziana ha annunciato il ritiro dalla corsa dopo aver ricevuto una lettera anonima dal contenuto “palesemente minatorio e intimidatorio”.
A renderlo noto è stato lo stesso Laveneziana con un messaggio pubblicato sui social, in cui racconta di aver trovato la missiva presso la propria abitazione e di averla subito consegnata alle forze dell’ordine. “Non posso accettare che tali minacce minino la serenità della mia famiglia”, ha scritto, spiegando di aver maturato “con grande amarezza” la decisione di fare un passo indietro per consentire alla magistratura di fare piena luce.
Una scelta che scuote la campagna elettorale e apre interrogativi sul clima politico cittadino.
Immediata la reazione del centrosinistra. La candidata sindaca Agata Scarafilo, insieme alla coalizione che la sostiene, ha espresso “piena e umana solidarietà” a Laveneziana, parlando di un possibile tentativo di condizionare il libero esercizio del voto e invocando un confronto fondato su rispetto e pluralità.
Alle dichiarazioni politiche si aggiungono numerosi attestati di vicinanza istituzionale. Il sindaco Angelo Palmisano ha parlato di “vile gesto”, esprimendo “piena e sincera vicinanza” e condannando fermamente atti che “nulla hanno a che vedere con l’impegno politico che ognuno dedica alla città”.
Sulla stessa linea il consigliere regionale Luigi Caroli, che ha definito l’episodio “un attacco alla democrazia e alle scelte personali”, sottolineando come le campagne elettorali debbano restare momenti di confronto e non essere condizionate da intimidazioni. Caroli ha espresso solidarietà a nome proprio e di Fratelli d’Italia, auspicando un rapido intervento delle forze dell’ordine per individuare i responsabili.
Anche Giovanni Gianfreda ha voluto manifestare la propria vicinanza, evidenziando come ogni intimidazione rappresenti “una ferita per l’intera comunità democratica”. Nel suo intervento, l’auspicio che le autorità facciano presto chiarezza e il richiamo a un principio fondamentale: la partecipazione alla vita pubblica deve fondarsi sul rispetto, sul confronto civile e sulla libertà di espressione, senza condizionamenti.
La vicenda resta ora nelle mani degli investigatori. Sul piano politico, lascia un segno profondo e impone una riflessione sul livello del confronto democratico in città.
