Questa mattina presso la sede di Confindustria, alla presenza delle Segreterie Nazionali e Territoriali di UILTEC, FILCTEM e FEMCA, i vertici aziendali di Basell hanno comunicato lo stop alla produzione di Polipropilene (Impianto PP2) entro la fine del 2026.
L’Azienda ha motivato la sua scelta spiegando le difficoltà di approvvigionamento di materie prime ed i costi operativi dell’impianto divenuti troppo elevati. Di conseguenza Basell ha deciso di dismettere il sito di Brindisi ed abbandonare il nostro territorio. Sempre nell’incontro di oggi Basell ha comunicato la messa a disposizione dell’Impianto ad un prezzo simbolico per favorirne la vendita a terzi. Circa le ricadute occupazionali per la chiusura del proprio Impianto l’Azienda ha offerto disponibilità ad un Accordo sul Piano Sociale per garantire continuità ai lavoratori diretti.
Per la UILTEC non si tratta di una notizia inaspettata considerando che qualche anno addietro, in occasione di una fermata dell’impianto P9T, la stessa Azienda annunciò che avrebbe valutato la sostenibilità economica del sito brindisino, avendo evidentemente già contezza delle difficoltà.
Lascia sgomenti che un altro importante Sito Chimico di Brindisi sia dismesso senza che l’Azienda titolare preveda investimenti alternativi più sostenibili. Basell non è la sola ad aver operato secondo mere scelte aziendali ed economiche rinunciando ad una reale responsabilità sociale verso il futuro economico ed occupazionale del territorio.
Considerato questo ennesimo disimpegno, in quadro fortemente complesso per la Transizione e l’occupazione Industriale di Brindisi, la UILTEC ritiene non più rinviabile il coinvolgimento attivo ed immediato di tutti i livelli Istituzionali, a partire dal Ministero MIMIT, che ha già fra i propri dossier quello sulla Chimica di Base.
Come abbiamo affermato in più occasioni alla UILTEC non interessano battaglie e polemiche di parte: preferiamo la responsabilità di approfondire nel merito le diverse questioni ed anche in questa vertenza la nostra posizione rimane la stessa. Crediamo, però, con la stessa convinzione, che considerato lo stato dei fatti, tutti i gli attori sociali, istituzionali, imprenditoriali siano chiamati ad un grande atto di responsabilità per accelerare le valutazioni e la messa in opera concreta dei diversi investimenti in essere a partire dalla vendita del Cracking a nuovo investitore che riattiverebbe tutta la filiera chimica del territorio.
L’elemento decisivo rimane è il tempo: occorrono risposte rapide su tutti gli ambiti, compresi i nuovi investimenti. Fra tutti: la Giga Factory di Eni Storage Systems, la cui attivazione è indispensabile per rimettere in moto un sistema degli appalti in forte sofferenza.
Ancora una volta la UILTEC denuncia con forza l’inerzia ed i tempi decisionali troppo lunghi da parte delle Istituzioni chiamate a favorire i nuovi percorsi imprenditoriali ed economici. Mentre la politica e la burocrazia statale, a tutti i livelli, procedono al proprio passo gli investimenti rischiano di arenarsi, gli impianti attivi dismessi, e con essi la possibilità di un futuro economico, sociale ed occupazione capace di sostenere centinaia di famiglie.
Carlo Perrucci
Segretario Regionale Uiltec Puglia
Coordinatore di Brindisi
