June 12, 2026

Roma/Brindisi, 12 giugno 2026 – La decisione annunciata da LyondellBasell di procedere alla chiusura definitiva dell’impianto PP2 del petrolchimico di Brindisi entro il 31 dicembre 2026 apre un nuovo fronte di tensione industriale nel settore della chimica di base.

La Femca Cisl nazionale respinge la chiusura e annuncia iniziative sindacali, ma invita a evitare letture politiche della vicenda. “Siamo di fronte a una scelta drammatica e irricevibile – dichiara il segretario generale Sebastiano Tripoli – ma rifiutiamo ogni strumentalizzazione che colleghi questa decisione al processo di riconversione di Versalis. La crisi della chimica è strutturale e globale”.

Secondo il sindacato, la progressiva uscita del gruppo LyondellBasell dall’Europa rientra in una strategia avviata da anni, che ha già interessato altri stabilimenti italiani ed europei. Un percorso che, sottolinea la Femca Cisl, si inserisce in un contesto segnato dall’aumento dei costi energetici, dalla concorrenza internazionale e dalla contrazione della produzione chimica nel continente.

“Isolare il caso Brindisi per farne una battaglia politica non aiuta i lavoratori – prosegue Tripoli –. Serve invece chiarezza industriale e un piano credibile di rilancio”.

Nel dibattito entra anche il ruolo di Eni e del progetto di trasformazione di Versalis. Il sindacato ribadisce che il protocollo sottoscritto prevede tutele occupazionali e prospettive di reindustrializzazione, considerate un elemento decisivo per la tenuta del sito.

“Eni, in quanto partecipata pubblica, ha una funzione industriale e sociale – osserva Tripoli –. La trasformazione non può essere letta come disimpegno, ma come evoluzione produttiva con salvaguardia del lavoro”.

La Femca Cisl chiede ora un intervento istituzionale immediato e la convocazione di un tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento della Regione Puglia e delle aziende interessate.

“La LyondellBasell deve presentare un piano industriale serio, con investimenti e prospettive concrete – afferma la segretaria nazionale Carlotta Schirripa –. Non si può scaricare sul territorio il costo delle scelte aziendali”.

Il sindacato annuncia assemblee nei luoghi di lavoro e una mobilitazione progressiva. “La vertenza Brindisi si profila come uno dei dossier industriali più complessi del 2026 – conclude Tripoli –. Difendere il PP2 significa difendere competenze, lavoro e futuro industriale del Mezzogiorno”.

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