June 12, 2026

Brindisi, 12 giugno 2026 – Il percorso di progressivo disimpegno di LyondellBasell dal petrolchimico di Brindisi sarebbe stato delineato già nel 2023, all’interno del Capital Markets Day di gruppo, quando il management aveva annunciato la volontà di concentrare il portafoglio sugli asset ritenuti più competitivi e redditizi, anticipando una strategia di ridimensionamento della presenza industriale in Europa.

È quanto sostiene la Fialc Cisal in un comunicato firmato da Massimo Pagliara, nel quale si ricostruisce la sequenza delle scelte aziendali degli ultimi anni. Nel 2024, viene ricordato, la revisione strategica degli asset europei del gruppo si sarebbe tradotta in operazioni di cessione di diversi siti produttivi, lasciando tuttavia fuori lo stabilimento di Brindisi, che negli ultimi 18 mesi avrebbe registrato soltanto circa 40 giorni di attività produttiva.

Per il sindacato, la decisione di chiudere il reparto PP2 rappresenterebbe dunque l’attuazione di una strategia industriale già impostata da tempo, coerente con la progressiva riduzione della presenza produttiva del gruppo nel continente europeo.

“Il punto oggi non è ricostruire il passato, ma chiarire quale futuro industriale si intenda garantire a Brindisi e ai suoi lavoratori” si legge nella nota.

La Fialc Cisal chiede che LyondellBasell esca da ogni ambiguità e presenti un piano industriale credibile di decarbonizzazione e riconversione produttiva, con investimenti certi, introduzione di nuove tecnologie e piena salvaguardia dell’occupazione diretta e dell’indotto, sul modello di quanto già previsto in altri processi di trasformazione industriale, anche in riferimento al ruolo di Eni.

Nel comunicato non manca un passaggio critico sul piano istituzionale locale. Brindisi, insieme ai lavoratori e alle rappresentanze territoriali, viene sollecitata a pretendere risposte chiare, mentre si evidenzia come fino a oggi il dibattito politico e istituzionale sarebbe rimasto insufficiente rispetto alla portata della crisi.

“Il territorio non può pagare il prezzo di decisioni strategiche assunte altrove – afferma Pagliara –. La transizione ecologica non può trasformarsi in un alibi per la dismissione produttiva e per l’abbandono industriale di una provincia che ha garantito per decenni rilevanti ritorni economici al gruppo”.

La Fialc Cisal annuncia infine la prosecuzione del confronto sindacale e richiama la necessità di un coinvolgimento attivo di tutte le istituzioni, a partire da un tavolo nazionale sul futuro del sito di Brindisi.

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