September 1, 2026

I cittadini, con il loro voto alle ultime elezioni comunali, ammaliati dalle promesse dell’attuale sindaco, si sono affidati alla speranza che potesse risollevare la città dal buio in cui era sprofondata.

Da lui i cittadini si aspettavano atti di livello corrispondente all’impegno assunto con le tante dichiarazioni e con il programma, in cui lo spirito di servizio, la passione per questa città e per i cittadini sembrava dovesse prevalere su tutto e tutti. Capace di elevarsi al di sopra degli interessi della propria parte politica e da operazioni di piccolo cabotaggio.

Purtroppo, se si va ad esaminare nel merito l’azione amministrativa e la programmazione di questi anni di mandato, verifichiamo un’attività indolente, sorda, incline ad impantanarsi nella palude del nulla, incapace di collocare la politica, il proprio impegno là dove c’ erano e ci sono i reali problemi dei cittadini e del territorio. Di realizzare quel disegno, evocato nel programma elettorale di partecipazione attiva e critica dei cittadini nei processi di decisione politica, nelle scelte che li coinvolgevano e di uno sviluppo che, valorizzando il presente, doveva costruire il futuro della città.

Sono venuti meno nel tempo tutti gli elementi nobili di quell’impegno, che dovevano rappresentare il dato di discontinuità e di reale novità rispetto al passato, rimasti purtroppo racchiusi nel cassetto dei buoni propositi ad ammuffire.

Le emergenze sono diventate infatti ormai tanto pesanti da travolgere le condizioni di vita, la tranquillità di una popolazione, che ormai vive momenti di angoscia per la disoccupazione diffusa, la chiusura di aziende, la cassa integrazione, la mancanza cronica di posti di lavoro ed il cattivo funzionamento dei servizi, la tassazione esagerata, rispetto ai quali l’esecutivo si dimostra, al di là delle ricorrenti chiacchiere, assolutamente inadeguato ed impotente.

Certo che non si può andare avanti, cercando sempre di scaricare su destino, su altri, la responsabilità di una situazione, che ci trascina sempre più in basso.

Un impegno che non può sottendere, come fanno, un calcolo esclusivamente numerico, ma un percorso e una connotazione politica e programmatica capace di rilanciare la città.

Questa città non chiede o spera nei miracoli o in fatti straordinari, ha solo urgente bisogno di una sana normalità, di un sindaco e di una giunta autorevoli, che sappiano realmente cosa e come fare per portare la città fuori dalle secche di un declino, che sta diventando inarrestabile.

Non c’è più tempo per i soliti giochetti, perché su questa città, sui suoi problemi, sui cittadini, sui giovani, sul loro futuro, credo debba essere riservato un impegno più ampio rispetto alla solita demagogia, che la politica del sindaco e della sua maggioranza hanno saputo sempre abilmente padroneggiare .

Io non so dove finisce l’amore più volte proclamato dal sindaco per questa città e dove inizia l’ ostinazione nel voler andare avanti a tutti i costi, anche se poi quei costi non li paga lui, ma li pagano i cittadini, anche con l’esagerata indennità di funzione che gli viene mensilmente corrisposta. Specialmente se viene rapportata a quanto fa , o meglio, a quanto non fa.
Ormai si è raggiunto il limite. Non se ne può più. I cittadini sono stanchi.

Non può ragionevolmente pensare di poter continuare a tirare a campare, fare finta di niente.
Se c’è una maggioranza capace di assicurare un sano governo della città e un futuro ai nostri giovani, è necessario che emerga subito, con chiarezza, specificando le cose da fare e come fare, realmente e immediatamente.

Se non c’è, se ne prenda atto e si traggano le normali e coerenti conseguenze politiche, senza tentennamenti e senza dilazioni.
Credo che non rimanga altro che dare significato e sostanza a quello spirito di servizio, di altruismo, di amore per la città, cui ha più volte fatto riferimento il sindaco, liberando la città e i cittadini da questo stato di grave sofferenza, mettendosi da parte.
Potrebbe essere l’unica buona azione della sua gestione.

 

Vincenzo Albano

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