
Il futuro dell’Hospice di Mesagne, struttura per le cure palliative all’interno del PTA “San Camillo De Lellis”, è stato al centro dell’audizione svolta oggi, 28 settembre, nella III Commissione consiliare della Regione Puglia, presieduta da Felice Spaccavento. La seduta è stata convocata su richiesta della FP CGIL di Brindisi, che sollecita l’internalizzazione del servizio, attualmente affidato alla cooperativa La Rondine.
Per il sindacato, l’attuale modello presenta criticità nelle condizioni di lavoro del personale, composto da infermieri e operatori socio-sanitari: carenze di organico, turni gravosi e contratti part-time che, secondo la FP CGIL, non rispondono alle effettive necessità assistenziali. Una situazione che, sostiene l’organizzazione, rischia di incidere sulla continuità del servizio e sulla qualità dell’assistenza a pazienti e famiglie.
«Sul fine vita e sulla dignità delle persone fragili non possono prevalere logiche esclusivamente economiche o organizzative», ha dichiarato il segretario generale della FP CGIL Brindisi, Luciano Quarta. Il sindacato chiede che la ASL di Brindisi assuma direttamente la gestione dell’Hospice e propone l’apertura di un tavolo tecnico per definire tempi e modalità del percorso.
Nel corso dell’audizione, il responsabile della rete locale delle cure palliative, Vito Fumai, ha riferito di non aver ricevuto lamentele né dai familiari dei pazienti né dal personale. Ha inoltre ricordato che la ASL dovrebbe disporre di 40 posti letto per l’assistenza di fine vita. L’azienda si è detta disponibile a valutare la proposta di trasformare l’Hospice in un hub, subordinandola però alla disponibilità delle risorse necessarie.
L’assessore regionale alla Promozione della Salute, Donato Pentassuglia, ha chiarito che la Commissione non può definire direttamente il futuro assetto dei servizi. La proposta, ha spiegato, dovrà essere elaborata sul territorio coinvolgendo la direzione della ASL, le strutture, le organizzazioni sindacali e la comunità locale, per poi essere sottoposta alla Giunta regionale.
La discussione riguarda anche il ruolo dell’Hospice nella rete regionale, il rapporto tra gestione pubblica e privata e le condizioni contrattuali del personale. Pentassuglia ha ricordato che l’internalizzazione comporta conseguenze sulla capacità assunzionale delle aziende sanitarie e che, per questo, va valutata insieme alle risorse disponibili.
La FP CGIL considera l’audizione un primo passaggio e chiede che al confronto seguano atti e tempi definiti. Ora la questione si sposta sul territorio, dove dovrà essere costruita una proposta condivisa sul futuro della struttura.
