Mercoledì 25 marzo, alle 17,30 si è svolto nella suggestiva Sala Flora del Palazzo Imperiali il Convegno “Arte e Neuroscienze – Due saperi a confronto”, promosso dall’Assessorato alla Cultura della Città di Latiano. Un incontro che ha messo in relazione ambiti solo apparentemente distanti, offrendo una riflessione condivisa sui processi creativi e sui meccanismi cognitivi alla base della percezione.
Ad aprire l’incontro la Prof.ssa Chiara Romano, che ha presentato i temi del dialogo tra arte e scienza. L’introduzione è stata affidata all’Assessore alla Cultura della città di Latiano, Monica Albano, promotrice dell’iniziativa.
Il confronto è proseguito con gli interventi di Carmelo Conte (“La scultura nell’arte”), Giusy D’Arrigo e Francesca Carella (“La Quadreria degli Imperiali”) e della Dirigente Scolastica del Polo Liceale Marzolla Leo Simone Durano, Prof.ssa Carmen Taurino.
Nel suo contributo, “Il Potere inclusivo dell’arte”, la Dirigente Carmen Taurino ha evidenziato il valore dell’arte come strumento educativo e inclusivo, sottolineando l’importanza di metodologie didattiche centrate sul processo creativo, capaci di valorizzare la dimensione operativa, emotiva ed espressiva degli studenti. A concludere il Convegno, la lectio magistralis del neurologo Fabrizio Vinci, “La Neuroestetica e il Nuovo Umanesimo delle Scienze”, che ha approfondito il ruolo attivo del cervello nella costruzione dell’esperienza estetica.
In piena coerenza con i temi affrontati, la mostra “Tra gesto e sguardo. Segno, visione e istante nella costruzione dell’immagine”, realizzata dagli studenti del Liceo Artistico “E. Simone”, ha rappresentato un momento di concreta applicazione delle riflessioni teoriche. Guidati dai docenti Barbara Arrigo e Giuseppe Ciracì, gli studenti hanno sviluppato un percorso centrato sul rapporto fra mano e occhio, fra gesto e visione, come elementi fondamentali nella costruzione dell’immagine.
La sezione dell’indirizzo di Arti figurative è stata presentata dalla studentessa Lara Durante, che ha illustrato le opere grafico-pittoriche realizzate dagli studenti delle classi 4C e 5A: Colucci Marika, Cristiano Nadia, Di Coste Giorgia, De Milito Giada, De Vincenti Iris, Durante Lara, Esperti Emanuela, Iavasile Greta, Leccese Giorgia, Maci Sara, Vitale Anna. Le opere nascono da uno studio dell’anatomia intesa non come semplice rappresentazione, ma come ambito di convergenza tra osservazione scientifica e pratica artistica. Il disegno si configura come processo conoscitivo: il segno viene costruito attraverso una continua relazione tra gesto e sguardo, tra esperienza sensoriale e controllo formale, dando forma a immagini che non sono mai immediate, ma frutto di verifica, attenzione e consapevolezza.
Per l’indirizzo Scenografia, la sezione fotografica è stata invece presentata dalla studentessa Giulia Donateo, che ha illustrato i lavori della classe 4A: Bellanova Alessandra, Donateo Giulia, Orabona Alice, Patronelli Gioele, Petri Marika. In questo ambito, il linguaggio fotografico assume un ruolo fondamentale nella formazione scenografica: l’inquadratura diventa uno strumento di progettazione capace di definire la messa in scena del soggetto, organizzando lo spazio, le relazioni visive e la percezione dell’immagine.
La fotografia non è intesa come semplice registrazione del reale, ma come costruzione consapevole: attraverso la luce, il taglio dell’immagine e la scelta del momento, lo scatto diventa il punto di incontro tra percezione e decisione. Nel dialogo tra disegno e fotografia emerge con chiarezza come il fare artistico sia sempre il risultato di una relazione dinamica tra gesto e visione: l’immagine si costruisce progressivamente, diventando spazio di conoscenza, esperienza e interpretazione.
Grande soddisfazione è stata espressa per la riuscita dell’iniziativa, che ha saputo coniugare rigore scientifico e sensibilità artistica in un dialogo autentico e accessibile. L’evento ha rappresentato un’importante occasione di crescita culturale per il territorio, capace di mettere in relazione istituzioni, scuola e mondo della ricerca, offrendo al pubblico strumenti di riflessione sul ruolo dell’arte nei processi cognitivi e nella costruzione della conoscenza.
Particolarmente apprezzato il contributo del mondo scolastico, che ha dimostrato come la didattica laboratoriale possa diventare spazio di sperimentazione e ricerca, in linea con le più attuali prospettive della neuroestetica. Un’esperienza che conferma il valore di iniziative capaci di creare connessioni tra saperi diversi, promuovendo una visione integrata della cultura in cui arte e scienza non sono ambiti separati, ma strumenti complementari per comprendere la realtà e l’esperienza umana.
Mar 26, 2026
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