Nel documento con cui la Giunta comunale si avvia ad aprire la gara decennale dei rifiuti c’è scritto, con parole loro, che a Brindisi mancano informazione, partecipazione e controlli. È sicuramente la diagnosi giusta ed è la stessa che denunciamo da anni, ma invece di aggredire quelle cause e migliorare il servizio si è scelto di cambiare i contenitori, come se il ritardo di Brindisi dipendesse dalla forma di un bidone o dalla modifica della modalità di raccolta solo in qualche quartiere, e non da chi non ha saputo costruire né una vera campagna di informazione né controlli che funzionino. Perciò quando un’amministrazione ammette i propri errori e poi non ne corregge nemmeno uno, il problema smette di essere tecnico e diventa politico.
Nel frattempo si chiede ai brindisini di firmare un impegno lungo dieci anni, destinato a pesare su ogni bolletta, dentro un documento in cui non compare una sola cifra di costo né una previsione sulla tari, che qui è già tra le più alte d’Italia. Infatti manca l’unico strumento che altrove ha contribuito ad abbassare le tariffe alzando la differenziata, che è il principio della tariffa puntuale per cui chi produce meno rifiuti paga meno, che nel documento è citata di sfuggita, o per sbaglio, ed è subito abbandonata.
Ai lavoratori poi non viene dedicata una riga, in una città che ha già vissuto passaggi di cantiere pieni di ansia e dove tutti sanno, mentre il documento lo omette, che sostituire il porta a porta con i cassonetti in mezza città significa meno manodopera.
Per il rispetto dell’ambiente si promette il raggiungimento degli obiettivi europei ma al contempo la previsione per il vetro raccolto resta vicino allo zero senza che nessuno si chieda dove finisca, la raccolta dei tessili, obbligatoria per legge da anni, non viene neppure nominata e si promette di triplicare l’organico senza dire dove andrà.
L’esempio a cui ispirarsi non sta in Veneto e non serve immaginarlo, perché è realtà a cento chilometri da noi. Barletta ha la nostra dimensione e le nostre difficoltà e nel tempo ha investito su responsabilità e informazione e oggi sfiora il settanta per cento di raccolta differenziata mentre noi restiamo poco sotto la metà. È necessario dunque che queste linee di indirizzo approvate siano ridiscusse nelle sedi preposte con il totale coinvolgimento della città, con i conti alla mano che abbiano alla base l’istituzione di una tariffa puntuale che premi chi si comporta bene, con la garanzia occupazionale e con un piano vero per la raccolta differenziata. Sulla prospettiva di un servizio di dieci anni, che per questione di tempi non vedrà protagonista l’attuale amministrazione, non si può improvvisare ma necessita di un approfondimento politico più allargato e condiviso possibile.
Francesco Cannalire, capogruppo consiliare PD Comune di Brindisi
