Mentre la città di Brindisi attraversa una delle fasi più delicate della sua storia industriale, il sindaco sceglie di liquidare come “operazione Masaniello” la richiesta delle opposizioni di discutere in Consiglio comunale il futuro della centrale di Cerano, le bonifiche e la riconversione industriale del territorio. Un’espressione infelice e inaccettabile, che tenta di delegittimare un’iniziativa fondata su atti formali e su una mozione unitaria sottoscritta da tutte le forze di opposizione.
Qui non c’è alcuna protesta demagogica, ma l’esercizio pieno del ruolo del Consiglio comunale, chiamato a pronunciarsi su scelte strategiche che incidono su lavoro, ambiente, salute e sviluppo economico. Ancora più incomprensibile appare la posizione del primo cittadino se si considera che proprio il Sindaco ha riferito di un impianto destinato a restare per altri 36 mesi in “riserva a freddo”, senza però chiarire quali siano gli atti vincolanti, i tempi certi e gli investimenti immediatamente attivabili.
Assenze che rischiano di svuotare politicamente un confronto che riguarda il futuro dell’intera città.
Le opposizioni hanno scelto compattezza e chiarezza, depositando una mozione che chiede azioni immediate e concrete: dalla verifica formale della cessazione definitiva della centrale e della scadenza dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, alla messa in mora di ENEL, fino all’avvio senza ulteriori rinvii delle operazioni di messa in sicurezza, smantellamento e bonifica integrale del sito, interamente a carico del gestore.
Come ha sottolineato il capogruppo del Movimento 5 Stelle, avv. Roberto Fusco, Brindisi non può restare paralizzata per 36 mesi, in attesa di decisioni rinviate a Roma e basate su rassicurazioni informali. La città si sta spopolando e ha bisogno di scelte immediate, capaci di generare sviluppo, lavoro e investimenti reali, non di una lunga fase di immobilismo mascherata da prudenza.
Nel corso della Conferenza dei Capigruppo, Fusco ha inoltre richiamato con forza la questione dell’ampliamento della discarica di Formica Ambiente, rispetto alla quale il Sindaco si è espresso favorevolmente nel discorso di fine anno senza che vi sia mai stato un confronto preventivo in Consiglio comunale, in Conferenza dei Capigruppo o in Commissione consiliare. Una modalità inaccettabile su un tema che ha un impatto diretto su ambiente, salute pubblica e assetto industriale del territorio.
Decisioni strategiche di questa portata non possono essere annunciate o assunte fuori dalle sedi istituzionali. Il futuro di Cerano, le bonifiche, la riconversione industriale e le scelte legate alla gestione dei rifiuti devono essere discusse e deliberate a Brindisi, nel Consiglio comunale e negli organismi democratici della città.
Brindisi ha già pagato un prezzo altissimo. Ora chiede scelte chiare, tempi certi e responsabilità precise, assunte sul territorio e con il territorio.
Roberto Fusco
Gruppo Territoriale Brindisi M5S Br 8 Gennaio ’26
