September 18, 2020

Brundisium.net
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La sentenza del Tribunale federale nazionale della Figc è arrivata per il Città di Brindisi Calcio: per la società biancazzurra viene confermata l’esclusione dal campionato di competenza con assegnazione da parte del Consiglio Federale a uno dei campionati di categoria inferiore: ciò significa che è quasi certa la ripartenza dal Campionato di Promozione, salvo estrema clemenza.

 

Si conclude così il processo sportivo di primo grado nato dall’inchiesta della DDA di Catanzaro denominata Dirty Soccer che ha squarciato il velo su un enorme giro di scommesse in cui erano coinvolte numerose società semiprofessionistiche e dilettantistiche.

Il verdetto non è ovviamente definitivo, in quanto impugnabile in secondo grado. Il club ha sette giorni di tempo per conferire il mandato ad un avvocato e inoltrare il relativo ricorso.

 

 

Da ricordare che l’ex presidente del club, Antonio Flora, la cui posizione è stata stralciata dal processo aveva ammesso di aver comprato due partite ed aveva suffragato le indagini degli investigatori confermando la presenza dell’ampio giro di scommesse.

 

Per il club pugliese si tratta di una sentenza leggermente migliorativa di quella emessa dal procuratore federale, Stefano Palazzi, che aveva chiesto l’esclusione dai campionati 2014/15, la penalizzazione di 10 punti in classifica da scontarsi nel campionato di competenza nella prossima stagione e €. 8.000 euro di multa.
Paradossalmente, però, l’assenza di penalizzazione potrebbe non deporre al meglio per una “clemente” retrocessione di una sola categoria, quindi l’assegnazione del Campionato di Eccellenza.

 

Queste, invece, le condanne formulate dal TFN per i dirigenti del Città di Brindisi:

– Savino Daleno: 5 anni di inibizione con preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della F.I.G.C. ed € 50.000,00 di ammenda
– Giorgio Flora: 4 anni e 6 mesi di inibizione ed € 70.000,00 di ammenda;
– Vito Morisco: 3 anni e 9 mesi di inibizione ed € 50.000,00 di ammenda;
Le richieste formulate per i dirigenti del Città di Brindisi Calcio erano stante invece:

– Savino Daleno (tesserato Città di Brindisi): inibizione di 5 anni più preclusione, più 1 anno e ammenda di 20.000€.
– Giorgio Flora (vice presidente Città di Brindisi): inibizione di 5 anni più preclusione, più 6 mesi e 90.000€.
– Vito Morisco (tesserato Città di Brindisi): inibizione di 5 anni e 80.000 € di ammenda.

 

Le indagini della procura di Catanzaro nei confronti del Città di Brindisi Calcio erano partite dalle intercettazioni telefoniche che hanno messo in luce il coinvolgimento di tutto il gruppo dirigente composto da Antonio Flora, Giorgio Flora, Vito Morisco e Savino Daleno.

Antonio Flora era stato presidente ed amministratore unico prima di lasciare quote ed incarico al suo “fido” direttore sportivo Vito Morisco; il figlio Giorgio Flora, era il vicepresidente (solo a livello federale); Savino Daleno, già direttore sportivo del Matera, era vicinissimo alla società pur non potendo avere un ruolo in quanto ancora squalificato.

I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e alla truffa. A questo si aggiungeva l’aggravante mafiosa (poi revocata), contestata perché diversi indagati avrebbero agito allo scopo di agevolare la cosca Iannazzo, operativa nella frazione di Sambiase di Lamezia Terme.

 

Gli investigatori ipotizzano che vi fosse una vera e propria “rete” che gestiva il calcio.

Il blitz fu condotto dagli investigatori della Squadra Mobile di Catanzaro e del Servizio Centrale Operativo in collaborazione con le questure di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, Brindisi, Firenze, L’Aquila, Ascoli Piceno, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova, Savona.
Almeno due le partite del Brindisi che sarebbero finite sotto i riflettori della procura: Brindisi-San Severo e Pomigliano-Brindisi. Ma sono numerosissime le partite sulle quali aleggia il dubbio del calcioscommesse. Infatti nei giorni successivi, oltre alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, altre istituzioni hanno avviato indagini che si stanno sviluppando con discrezione ma con altrettanta decisione e velocità.

Tra queste vi sarebbe un complesso filone di indagine condotto dai Carabinieri in sinergia con alcune procure pugliesi.

 

Ma questa è una storia che deve ancora essere scritta.

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