January 4, 2026

Moltissimi cittadini di Brindisi hanno presentato domanda al Comune, entro l’ultimo giorno utile del 2 gennaio scorso, per ottenere in assegnazione alloggi di edilizia residenziale pubblica che si renderanno disponibili.
Lungo due mesi, come Sicet, presso la sede Cisl di viale Togliatti, n. 74, abbiamo facilitato la compilazione di moltissime istanze, nella stragrande maggioranza dei casi svolgendo ruolo di segretariato sociale; tantissimi, tra cittadine e cittadini, hanno ritenuto quasi naturale confidarci le loro gravi difficoltà personali e familiari, ancor prima di sottoscrivere l’autocertificazione.
Difficoltà sostanzialmente legate, per elencarne solo alcune, chi all’inutile attesa di un alloggio abitando da anni in condizioni precarie e antigieniche, chi all’assenza di reddito, chi a sfratto per morosità incolpevole, chi a convivenza plurifamiliare forzata, chi a permesso di ospitalità in scadenza o già scaduto; molti anche i casi di sovraffollamento e di insostenibilità dei canoni a mercato libero, nonostante a Brindisi siano possibili i contratti di fitto a canone concordato, ecc.
Grazie alla concertazione sviluppata con l’assessore alle politiche abitative ed ai servizi sociali Ercole Saponaro, è stato possibile capitalizzare una nostra specifica richiesta, riguardante il punteggio da far valere per l’invalidità del 75per cento, pur se riconosciuto dopo tre mesi dalla scadenza del bando, a condizione però di aver già presentato istanza e, poi, di averne notificato immediatamente gli esiti positivi agli uffici.
Nulla di nuovo, verrebbe da aggiungere, per drammi sociali che generalmente non guadagnano ribalte mediatiche giacché vissuti con grande dignità ma, assai spesso, al limite della sopportazione umana; drammi analoghi, in verità, a quelli osservati in tutti i comuni della Regione Puglia, istituzione che in virtù della riforma del Titolo V ha potere legislativo e di governo del territorio e della politica della casa, così come tutte le altre nel Paese.
“Ma quando ci daranno la casa?” è stata la domanda più ricorrente rivoltaci da tutti, alla quale auspichiamo che siano le istituzioni a tutti i livelli a rispondere quanto prima.
Come Sicet Cisl continueremo a rappresentare questi bisogni, che scontano una emergenza sociale inasprita storicamente da mancate risposte, nonostante un monitoraggio del bisogno di abitare sociale drammatico ovunque nel Paese, senza tacere sulla necessità di una ristrutturazione dell’attuale patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP) a causa della sua vetustà, per migliorarne qualità, sicurezza ed efficienza energetica.
Recentemente l’UE, nell’ambito del bilancio 2021-2027, ha previsto finanziamenti per investire in accessibililità, inclusione e qualità della vita delle persone più fragili; auspichiamo che la Regione e l’Arca Puglia procedano prima possibile alla elaborazione di un piano, in cofinanziamento, di riqualificazione di questo importante patrimonio.
Inoltre, in sede di Conferenza Stato-Regioni, nel quadro della revisione di medio termine della politica di coesione europea, si è raggiunta, la scorsa settimana, un’intesa per destinare ulteriori risorse finanziarie allo sviluppo dell’housing; si tratta di 700 milioni che si aggiungono agli altri 360 già riprogrammati da Regioni e Province autonome, a favore dei programmi di edilizia residenziale pubblica e sociale.
Restando in tema di housing, in attuazione della rimodulazione del PNRR già ratificata lo scorso autunno dall’UE, con la Legge di Bilancio 2026 il Governo italiano rifinanzia anche l’investimento inizialmente previsto per l’incremento degli alloggi sociali destinati agli studenti universitari fuori sede.
Insomma, in attesa del primo vertice europeo sulla casa, in programma per quest’anno, ci sono soldi già disponibili che adesso vanno spesi e spesi bene.
Frattanto, sarebbe un bel segnale se la commissione comunale che sarà insediata per elaborare la graduatoria di Brindisi completasse il suo lavoro entro i canonici tre mesi, pur riflettendo che in assenza di dati aggiornati, si valuta che ammonti ad oltre un milione in Italia il numero di alloggi non assegnati a famiglie già aventi diritto.
Eppure, non poche risposte alle esigenze abitative potrebbero essere realizzate senza ulteriore consumo di suolo ma con il recupero ed il riuso del patrimonio immobiliare vuoto e in degrado, a partire da quello pubblico, come già apertamente riconosciuto mesi addietro anche dal Sindaco della Città, Giuseppe Marchionna.
Ci riferiamo ad immobili in gestione a Comuni e Regioni, a fronte sia di ruoli attribuiti loro da leggi sia di finanziamenti mirati che, troppo spesso, le farraginosità burocratiche rischiano di non rendere esigibili.
Pensiamo, altresì, che i Comuni costituiscano prima istanza di un dialogo sociale finalizzato alla costituzione di Agenzie della casa, per consentire l’incontro tra domanda e offerta di abitazioni incentivate con sconti sull’Imu e, al contempo, alla redazione di Piani casa sostenuti dall’appropriatezza di politiche abitative che non devono essere considerate figlie di un dio minore rispetto alle più generali politiche di welfare.
E’ il senso, tutto ciò, di quanto come Sicet insieme con la Cisl sollecitiamo con la richiesta di un Patto della responsabilità mirato, in questo caso, alle Politiche abitative.
Un Patto che, evidentemente, sollecita la partecipazione e la corresponsabilità di istituzioni, imprese e parti sociali.
Obiettivo condiviso sarà dare risposte non solo ai bisogni di persone e di famiglie in difficoltà ma offrire, alle generazioni presenti e future un Paese che renda compiutamente esigibile, come sottolineato anche dal Presidente Sergio Mattarella nel suo recente discorso di fine anno, quel diritto all’abitare che rientra tra i principi ed i valori cui si conforma lo Stato democratico voluto dalla nostra Costituzione.

Massimo Caliandro (SICET CISL Taranto Brindisi)

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