February 14, 2026

Da tempo il tema della movida a Brindisi è al centro del dibattito pubblico. In particolar modo dopo la chiusura di 5 locali disposta con provvedimento emesso dal Tribunale.

Un tal tipo di provvedimento, seppur legittimo, accentua le conflittualità tra le diverse parti interessate e non appalesandosi di per sé sufficiente alla risoluzione dell’annosa vicenda inerente la movida.

Infatti, se da un lato ci sono i residenti che giustamente chiedono tranquillità e rispetto del diritto al riposo, dall’altro i giovani che rivendicano spazi di socialità e nel in mezzo gli esercenti che temono ripercussioni economiche.

Ridurre tutto a una contrapposizione, a nostro avviso sarebbe un errore se pur determinante sia, ovviamente, il rispetto di tutte le normative vigenti.

Pensiamo che, in tema di socialità, tale criticità possa invece costituire occasione per contemperare interessi diversi, all’interno di un quadro di civile convivenza per la comunità, dove ognuno impari a comprendere i confini della propria libertà ed di quella dell’altro.

Una città moderna, che intende posizionarsi come una realtà attrattiva e turistica, non può scegliere tra silenzio assoluto e libertà senza regole. Deve invece trovare un punto di equilibrio, fondato sulla mediazione e sulla responsabilità condivisa tra strutture ricettive, giovani e meno giovani, i quali sono anche consumatori di beni e servizi.

Non esistono diritti per alcuni che incidano negativamente sui diritti altrui. Il diritto al divertimento è legittimo, così come è sacrosanto il diritto alla salute e alla quiete dei residenti; questi ultimi, talvolta, anche genitori degli stessi ragazzi che vivono la movida.
Il compito delle istituzioni è armonizzare questi interessi, non metterli in contraddizione e soprattutto non limitarsi al asettico richiamo a norme, leggi e restrizioni punitive, di cui tutti riconosciamo la validità.

Ciò non vuol dire ignorare il tema della quiete e della sicurezza pubblica, anzi.

E’ proprio da questo momento di confronto che andrebbe aperta una profonda riflessione affinché episodi di incuria verso i beni pubblici, episodi di inciviltà (bottiglie stappate e scaraventate per terra) ed episodi di violenza tra ragazzi non trovino diritto di cittadinanza nella città di Brindisi.

Allora, come Adiconsum proponiamo un Tavolo di confronto e mediazione, tra amministrazione, associazioni dei consumatori e degli esercenti, una rappresentanza di residenti, così come sarebbe utile ed educativo prevedere al tavolo rappresentanze giovanili.
Vanno stabilite regole chiare e condivise su orari, limiti acustici e gestione degli spazi pubblici, con controlli mirati ed equilibrati, orientati al rispetto delle regole.

 

Infine, sarebbe opportuno puntare su una progettazione urbana innovativa con aree dedicate alla socialità meno impattanti sulle zone residenziali.
L’obiettivo non è spegnere la città, ma renderla sostenibile.
Non isolare i giovani, ma responsabilizzarli. Non penalizzare le attività economiche, ma accompagnarle verso modelli di convivenza compatibili con il contesto urbano.
La vera maturità di una comunità si misura nella capacità di trasformare i conflitti in occasioni di dialogo. La mediazione non è debolezza: è governo della complessità.
Una città che riesce a conciliare interessi diversi è una città più forte, più attrattiva e più civile.

 

Gianfranco Solazzo
Presidente Adiconsum Taranto Brindisi

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