Resta alta la mobilitazione del sindacato Cobas nel settore della vigilanza privata dopo la morte di Pietro Zantonini, il vigilante brindisino di 55 anni deceduto a Cortina d’Ampezzo mentre era impegnato in un servizio legato ai cantieri delle Olimpiadi. Una vicenda che, secondo il Cobas, non può essere archiviata come un tragico evento casuale, ma che rappresenta l’esito di un sistema del lavoro segnato da ricatti, pressioni e carenze strutturali in materia di sicurezza.
Per questo motivo il Cobas ha confermato lo stato di agitazione nei confronti dell’istituto di vigilanza “Rangers Battistolli” e ha annunciato un sit-in per venerdì 16 gennaio, a partire dalle ore 9, in piazza Santa Teresa, a Brindisi. L’iniziativa intende denunciare condizioni di lavoro che il sindacato definisce diffuse in tutto il comparto della vigilanza, con rischi spesso sottovalutati o ignorati.
Il sindacato ricorda come da oltre un anno abbia segnalato all’azienda gravi carenze di sicurezza nei campi fotovoltaici oggetto dei servizi di vigilanza. Solo dopo l’intervento dello Spesal dell’Asl e una convocazione nazionale degli Rls si è arrivati alla revisione del Documento di Valutazione dei Rischi. Una conquista che, secondo il Cobas, è rimasta sulla carta: le nuove regole non sarebbero state applicate e, al contrario, si sarebbe aperta una fase di accanimento disciplinare nei confronti degli iscritti al sindacato, accompagnata dal mancato riconoscimento formale della sigla sindacale.
Nelle scorse settimane il Cobas ha chiesto un incontro in Prefettura a Brindisi, alla presenza dell’azienda, per affrontare e risolvere la situazione prima che si verificassero tragedie. “Sulla sicurezza dei lavoratori – ribadisce il sindacato – si va sempre avanti, mai indietro”.
Sulla vicenda interviene anche Rifondazione Comunista Puglia, che esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia di Pietro Zantonini e chiede una rigorosa inchiesta della magistratura per accertare cause e responsabilità della morte, avvenuta a oltre mille chilometri dalla sua casa. Secondo il partito, nel Paese della propaganda i lavoratori continuano a essere sfruttati e dimenticati quando perdono la vita.
Rifondazione Comunista rivolge un appello ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali affinché denuncino ogni situazione di rischio nei luoghi di lavoro, ricordando come chi ha contratti a termine, se denuncia, rischia di perdere l’occupazione. Proprio per questo, sottolinea il partito, gli organi ispettivi dello Stato hanno il dovere di vigilare e intervenire contro le aziende che violano le norme sulla sicurezza.
Nel mirino anche le responsabilità politiche: secondo Rifondazione, negli ultimi trent’anni i governi hanno progressivamente indebolito la normativa e l’ispettorato del lavoro, con una particolare gravità attribuita alle politiche della destra, da Berlusconi all’attuale esecutivo Meloni, accusate di aver smantellato tutele fondamentali, soprattutto in materia di appalti e subappalti, conquistate con decenni di lotte sindacali.
Una morte che riapre dunque una ferita mai rimarginata e che, per sindacati e forze politiche, impone una riflessione profonda sul lavoro, sulla sicurezza e sulle responsabilità di chi dovrebbe garantirle.ndietro.
