Il lodo arbitrale relativo al raccordo ferroviario di Tuturano, che ha condannato il Comune di Brindisi al pagamento di quasi 2,8 milioni di euro in favore del Consorzio stabile E.C.I.T., si trasforma in un caso politico e giudiziario destinato a lasciare strascichi a Palazzo di Città.
Dopo la notizia della decisione del collegio arbitrale dell’Anac, il consigliere comunale del Pd Francesco Cannalire ha puntato il dito contro quella che definisce una “scelta politica sbagliata”, individuando nel cambio del difensore dell’Ente uno degli elementi che avrebbero inciso sull’esito della controversia. Una ricostruzione respinta con forza dall’avvocato Fabio Speranza, che parla di “propaganda” e invita a leggere integralmente il lodo. Ma nelle ultime ore è arrivata una nuova, durissima controreplica di Cannalire, che cita documenti interni e delibere di giunta per contestare la versione del legale.
Il caso nasce dalla controversia sul raccordo ferroviario destinato al collegamento della zona industriale di Tuturano con la rete nazionale. Il collegio arbitrale ha riconosciuto al Consorzio 2.293.436 euro per spese generali di cantiere, 405.974 euro per lucro cessante e 111.677 euro per il Sal numero 3, per un importo complessivo vicino ai tre milioni.
L’attacco di Cannalire: “Scelta politica pagata a caro prezzo”
Nel suo primo intervento, Cannalire parla apertamente di “batosta” per il Comune e punta l’attenzione sul cambio della difesa legale deciso dall’amministrazione.
“Il nodo della questione è rappresentato dalla gestione, incomprensibile, della difesa, con un cambio in corsa voluto dall’amministrazione comunale.”
Secondo il consigliere dem, il Comune avrebbe abbandonato una linea difensiva che stava dando risultati.
“Nonostante la strada fosse ormai in discesa, la giunta ha compiuto una scelta del tutto ingiustificata decidendo di cambiare la rappresentanza legale vincente per nominare un nuovo avvocato per il successivo giudizio arbitrale.”
E ancora:
“Cambiare la difesa nel mezzo di una controversia così delicata è parso da subito un azzardo e i fatti, purtroppo, hanno dato pienamente ragione a chi sollevava dubbi.”
Cannalire definisce poi “paradossale” il passaggio relativo agli 11 mila euro di spese legali maturate nel giudizio davanti al Tribunale di Bari:
“Questa ‘sgrammaticatura’ nell’iter processuale rappresenta la proverbiale ciliegina sulla torta di un disastro politico e amministrativo senza precedenti.”
La replica di Speranza: “Basta propaganda, il lodo va letto”
Immediata la risposta dell’avvocato Speranza, che respinge ogni lettura politica della vicenda e invita a guardare ai dati processuali.
“Le dichiarazioni del consigliere Cannalire impongono una replica chiara, documentata e fondata sugli atti. Non sulle suggestioni politiche. Non sui titoli ad effetto. Non sulle insinuazioni.”
Il legale evidenzia che il Comune non fronteggiava una richiesta da tre milioni, ma una domanda risarcitoria iniziale molto più alta.
“Il Consorzio E.C.I.T. aveva chiesto già nell’atto di accesso all’arbitrato la condanna del Comune al pagamento di 29.635.261 euro, oltre ulteriori voci risarcitorie.”
Per Speranza, il vero dato processuale sarebbe un altro:
“A fronte di pretese abnormi, il Collegio arbitrale ha riconosciuto importi drasticamente inferiori. Altro che difesa debole.”
L’avvocato contesta poi la tesi secondo cui il precedente passaggio al Tribunale delle Imprese di Bari rappresentasse una vittoria nel merito.
“Il Tribunale di Bari non aveva stabilito che il Comune avesse ragione. Aveva semplicemente dichiarato la propria incompetenza in favore del collegio arbitrale.”
E aggiunge:
“Il punto non è il nome dell’avvocato. Il punto sono i fatti.”
La controreplica di Cannalire: “I documenti interni smentiscono la ricostruzione”
Nelle ultime ore Cannalire è tornato all’attacco, richiamando documentazione interna trasmessa ai consiglieri comunali.
“Non è mia intenzione entrare in polemica con l’avvocato Speranza, ma leggendo il contenuto della sua replica e i documenti prodotti ai consiglieri comunali, ritengo doveroso puntualizzare aspetti fondamentali per ristabilire la verità oggettiva dei fatti.”
Il consigliere Pd cita una lettera firmata dallo stesso professionista.
“Lo stesso difensore ha dovuto formalmente lamentare all’Ufficio legale e al sindaco di aver ricevuto il mandato a soli quattro giorni dalla scadenza per la costituzione in arbitrato, lavorando in una situazione di urgenza tale da dover utilizzare materiale probatorio incompleto.”
Un passaggio che, secondo Cannalire, cambierebbe il quadro.
“Questa gravissima ammissione certifica che la sostituzione legale in corsa ha oggettivamente compromesso la solidità della posizione processuale del Comune.”
Infine il riferimento alla delibera con cui la giunta avrebbe deciso di impugnare il lodo, nonostante il parere contrario del professionista.
“Mentre l’avvocato Speranza certificava per iscritto la totale impossibilità di appellare la sentenza arbitrale, la giunta ha deciso all’unanimità di procedere urgentemente con l’impugnazione.”
La vicenda, a questo punto, oltre al profilo economico da quasi tre milioni di euro, si sposta interamente sul terreno politico e amministrativo, con la gestione del contenzioso destinata a diventare uno dei dossier più caldi delle prossime giornate al comune Brindisi.
