Terremoto politico a Cellino San Marco. Con il decreto n. 15 del 9 giugno 2026 il sindaco Marco Marra ha revocato tutte le deleghe assessorili e azzerato l’intera giunta comunale, motivando la decisione con la necessità di un “rilancio dell’azione politico-amministrativa” e con l’esigenza di garantire maggiore coesione all’esecutivo.
Subito dopo, con il decreto n. 16, il primo cittadino ha ricostituito la giunta nominando nuovamente Lorenzo Mazzotta e Giada Occhibianco, ai quali sono state assegnate nuove deleghe. Entrano inoltre nell’esecutivo Antonio Cascione ed Emanuela Ferulli.
Restano invece fuori dalla nuova squadra di governo gli assessori uscenti Marina Del Foro e Davide Montinaro.
Dietro la decisione del sindaco ci sarebbe una frattura politica maturata all’interno della maggioranza. Secondo quanto emerge, Del Foro e Montinaro, insieme alla consigliera comunale di maggioranza Daniela Renna, espressione del Movimento 5 Stelle, avrebbero già individuato un proprio candidato sindaco in vista delle prossime elezioni amministrative, previste tra circa un anno. Si tratterebbe di un ex medico di medicina generale del paese.
Una scelta politica che sarebbe stata comunicata allo stesso Marra e che avrebbe determinato il venir meno del rapporto fiduciario tra il sindaco e una parte della sua squadra. Da qui la decisione di procedere all’azzeramento della giunta e alla successiva esclusione dei due assessori dalla nuova composizione dell’esecutivo.
Sulla vicenda è intervenuto anche il circolo locale del Partito Democratico di Cellino San Marco, che ha espresso “profonda preoccupazione per il terremoto politico che si è verificato nel Comune di Cellino”, chiedendo un’immediata operazione di chiarezza da parte degli amministratori.
Per i democratici è necessario che la crisi venga affrontata nell’unica sede ritenuta sovrana, il Consiglio comunale, affinché maggioranza e amministrazione si assumano pubblicamente la responsabilità di quanto sta accadendo davanti all’intera comunità cellinese.
L’azzeramento della giunta certifica infatti una spaccatura politica ormai evidente all’interno della coalizione che governa il Comune e apre una fase di forte incertezza a poco più di un anno dalla conclusione del mandato amministrativo.
