Un pensiero affettuoso, ma anche una riflessione amara e severa sulla condizione del lavoro e sulle responsabilità politiche e amministrative del territorio. È quanto emerge dal post pubblicato da Vincenzo Guadalupi, storico presidente dell’Assi Basket Brindisi, già consigliere e assessore comunale, che ha voluto ricordare Pietro Zantonini, vigilante brindisino di 55 anni morto al Nord durante un’attività lavorativa.
Guadalupi apre il suo intervento con un messaggio di vicinanza umana:
«Sento la necessità di rivolgere un pensiero affettuoso prima ai familiari del povero nostro concittadino, il vigilante 57 anni Pietro Zantonini».
Nel ricordo affiora anche una memoria personale e amministrativa. Zantonini, infatti, era stato operatore sportivo nel settore calcio della Fiat Avio di Brindisi, realtà che Guadalupi aveva seguito direttamente negli anni del suo impegno istituzionale: «Già operatore sportivo nel settore calcio della Fiat Avio di Brindisi, negli impianti sportivi che ebbi il piacere, in qualità di assessore comunale all’Urbanistica prima e allo Sport dopo, di assegnare in concessione gratuita sia alla Fiat Avio che alla scomparsa ACSI Brindisi».
Da qui, il passaggio a una riflessione più ampia e dolorosa, che lega la tragedia individuale a una crisi collettiva: «Collegare la nostra storia, in un momento così triste, mi deprime e mi fa pensare alla nostra ormai evidente incapacità, politica ed amministrativa, di riuscire a coniugare il lavoro dei nostri giovani, e meno giovani, nel nostro territorio» … «che oggi, più di anni fa, è sicuramente in condizioni di disperazione e continuiamo a parlare solo di Enel e di tutto il resto con tanta inconcludenza».
La morte di Zantonini in un cantiere legato ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 diventa, nel ragionamento di Guadalupi, un simbolo di un fallimento più profondo: «Un lavoratore, nostro concittadino, che muore al Nord, in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, con temperature glaciali, in condizioni da chiarire da parte della magistratura di Belluno, dimostra che siamo incapaci anche di dare vita a lavori di tal genere».
Il confronto con i Giochi del Mediterraneo 2026, per i quali sono previsti ingenti investimenti pubblici, accentua l’amarezza: «Un impegno di spesa del Governo che arriverà a oltre 300 milioni di euro senza che nessuno abbia avuto capacità, idee e cuore per organizzare una serie di servizi e controlli che dessero respiro e lavoro almeno fino al mese di agosto 2026».
Il post si chiude con un appello che è insieme saluto, accusa morale e invito alla responsabilità collettiva: «Senza dover andare a… morire al Nord per il freddo e senza nessuna certezza per il proprio futuro, di vita e di lavoro. R.I.P. caro Pietro Zantonini, io non ti dimenticherò. Che la tua dolorosa scomparsa faccia riflettere almeno un po’ tutti coloro che hanno avuto ed hanno ancora responsabilità politiche e amministrative».
Parole che, partendo da un lutto, chiamano in causa un’intera classe dirigente e un territorio che continua a perdere persone, competenze e dignità.
