Un punto di aggiornamento sul piano di riconversione industriale di Versalis e, soprattutto, sul futuro del polo petrolchimico di Brindisi. È questo l’esito dell’incontro tenutosi a Palazzo Piacentini tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e i vertici di Eni, rappresentati dal responsabile della Trasformazione Industriale Giuseppe Ricci.
Al centro del confronto lo stato di avanzamento del piano che coinvolge i siti di Brindisi, Priolo e Ragusa. Secondo quanto riferito dall’azienda, il percorso procede nel rispetto del cronoprogramma definito dal protocollo siglato al Mimit il 10 marzo 2025, che prevede garanzie su livelli occupazionali e tenuta dell’intensità industriale durante la fase di transizione.
Per quanto riguarda Brindisi, emerge la novità più rilevante: Eni ha comunicato di aver individuato un advisor internazionale incaricato di trovare un soggetto industriale interessato a rilevare le attività di cracking attualmente poste in conservazione. Un passaggio considerato decisivo per riaprire prospettive di continuità produttiva per uno degli impianti chiave della chimica di base italiana.
Parallelamente, prosegue secondo la roadmap l’investimento, in collaborazione con Seri Industrial, per la realizzazione di una gigafactory di batterie al litio destinata allo stoccaggio stazionario di energia, attraverso la joint venture Eni Storage Systems già costituita nel 2025.
Sul fronte siciliano, avanza l’iter autorizzativo per la riconversione del sito di Priolo, dove Eni e Q8 Italia hanno avviato un investimento strategico per una nuova bioraffineria. A Ragusa, invece, si sviluppano le attività legate a un centro di competenza su sicurezza e manutenzione e al presidio delle filiere bio e sostenibili.
Il ministro Urso ha annunciato la convocazione, entro giugno, di un nuovo tavolo Versalis con tutti i firmatari del protocollo, per verificare lo stato di attuazione del piano e individuare soluzioni utili a garantire occupazione e capacità produttiva.
Nel frattempo, il Governo ribadisce il proprio impegno anche in sede europea per il rilancio del settore chimico, attraverso iniziative come il “non paper” condiviso con altri Stati membri e il lavoro nella Critical Chemicals Alliance.
Le reazioni dal territorio
Soddisfazione è stata espressa dal segretario regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis, che sottolinea come l’individuazione dell’advisor rappresenti “un’ottima notizia” nel percorso volto a scongiurare la chiusura del cracking e a rafforzare il ruolo industriale di Brindisi, anche alla luce dell’investimento sulla gigafactory.
Sulla stessa linea il deputato del Partito Democratico Claudio Stefanazzi, che parla di “svolta attesa” e rivendica il lavoro svolto in Parlamento e sul territorio. “Si apre finalmente la possibilità di garantire continuità produttiva e salvaguardare un patrimonio industriale strategico”, afferma, richiamando l’impatto occupazionale del sito brindisino.
Il Sindaco Marchionna sostiene che “c’è un futuro per il territorio brindisino, sia nella chimica di base, sia nelle nuove sfide industriali, che Eni sta affrontando. Tutto questo è motivo per guardare con vigile serenità alle nuove prospettive di sviluppo per Brindisi che affronta questa fase di transizione”.
Per il segretario cittadino Pd Francesco Cannalire, l’accelerazione sul cracking e sulla gigafactory segna un passaggio decisivo verso una transizione energetica capace di generare nuova occupazione.
Valutazione positiva anche da parte del consigliere provinciale Lino Luperti, che evidenzia come la possibile vendita del cracking riapra prospettive per la chimica di base e per lo sviluppo economico locale.
Dal mondo produttivo, il presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese, parla di “ulteriori garanzie per il futuro del sistema industriale”, sottolineando il clima di coesione tra istituzioni, imprese e parti sociali.
Il dossier resta aperto, ma l’individuazione dell’advisor e la conferma degli investimenti delineano una fase nuova: il nodo ora è la capacità di tradurre gli impegni in tempi certi e risultati concreti per il territorio e per i lavoratori.
