May 22, 2026

Nel quartiere Perrino, lungo la strada per Villafranca, esiste un’opera pubblica che oggi racconta più di una semplice incompiuta: racconta il silenzio delle occasioni perdute.

Il terminal per autobus extraurbani e interregionali, realizzato con fondi pubblici per diventare un nodo strategico della mobilità cittadina, giace infatti in uno stato di abbandono che colpisce chiunque vi passi accanto.

Dove dovevano transitare viaggiatori, studenti e lavoratori diretti verso altre città, oggi si vedono cancelli chiusi, segni di incuria, componenti sottratti e strutture lasciate al degrado. Un’infrastruttura nata per alleggerire il traffico urbano e offrire servizi moderni ai passeggeri è rimasta ferma, immobile, mentre la città continua a convivere con fermate improvvisate e aree non attrezzate.

Nel frattempo, compagnie di trasporto a lunga percorrenza come “FlixBus”, “Itabus”, “MarinoBus” e “SAIS Trasporti” continuano a effettuare fermate in punti urbani spesso privi di servizi essenziali. I passeggeri attendono sotto il sole estivo o sotto la pioggia, senza pensiline adeguate, senza informazioni chiare, senza spazi sicuri e dignitosi.

Eppure il terminal del Perrino esiste già. Non servono nuove colate di cemento, né annunci solenni: serve soltanto la volontà politica e amministrativa di renderlo operativo.Il mancato utilizzo della struttura rappresenta un doppio danno. Da una parte, economico: risorse pubbliche investite senza un reale ritorno per la collettività. Dall’altra, sociale e urbano: la città perde un presidio importante per la sicurezza, l’ordine e la qualità del servizio di trasporto.

Un terminal funzionante significherebbe maggiore organizzazione dei flussi, spazi più sicuri per salita e discesa dei passeggeri, servizi minimi garantiti e una migliore integrazione del traffico extraurbano con il tessuto cittadino. Significherebbe anche restituire dignità a migliaia di utenti che ogni giorno utilizzano autobus per studio, lavoro o necessità familiari.

Per questo appare ormai indispensabile avviare una verifica tecnico-amministrativa sullo stato dell’infrastruttura e chiarire le ragioni che ne hanno impedito fino a oggi l’attivazione. Allo stesso tempo, occorre definire un assetto organizzativo chiaro che individui il terminal del Perrino come punto di riferimento per il traffico extraurbano e interregionale.
Le città si giudicano anche da come accolgono chi arriva e da come trattano chi parte.
Brindisi non può permettersi di lasciare nel degrado un’opera che potrebbe rappresentare un servizio essenziale e un simbolo di efficienza urbana.
Il terminal del Perrino non deve restare una cattedrale vuota alla periferia della città. Deve tornare a vivere.


Rampino Ivan
GRUPPO TERRITORIALE MOVIMENTO 5 STELLE BRINDISI

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