May 22, 2026

Chi gestisce i soldi e i dati dei brindisini non può sfuggire al controllo di chi rappresenta i cittadini. La trasparenza non è un optional, è un dovere. Eppure, ancora una volta, mi trovo davanti a un muro di gomma fatto di silenzi, risposte laconiche e continui rimpalli di responsabilità.”

Ho inviato tramite PEC al RTI Creset/MT Spa (la società privata che gestisce la riscossione dei tributi per il Comune) e al Dirigente del Settore Finanziario una dura e formale diffida.
Per conoscenza, della vicenda sono stati formalmente informati anche il Prefetto di Brindisi, Dott. Guido Aprea, e il Segretario Generale dell’Ente, Dott. Francesco Arena.

Ho presentato una precisa richiesta di accesso agli atti per verificare la regolarità di tutte le posizioni e l’assenza di cause di incompatibilità o decadenza all’interno del nostro Comune. La risposta della Creset? Un incredibile scaricabarile: mi hanno liquidato dicendo che ci avrebbe pensato il Comune. Ma i dati e i computer li hanno loro.

La Creset opera per conto del Comune, non è un regno a sé stante, la legge parla chiaro: i consiglieri comunali hanno il diritto e il dovere di controllare l’andamento degli uffici e di tutte le società che gestiscono servizi pubblici.
La Creset opera come braccio operativo del Comune di Brindisi, non è un’entità privata intoccabile. Non possono nascondersi dietro la scusa della privacy o del segreto d’ufficio per negarmi i dati, anche perché io stesso, come consigliere, sono vincolato alla massima riservatezza. Cosa c’è da nascondere di così urgente o imbarazzante?

Per sbloccare questa situazione, ho chiesto un intervento deciso a due figure di garanzia:
A Sua Eccellenza il Prefetto di Brindisi, affinché vigili sul rispetto delle regole democratiche in questo territorio, oggi gravemente calpestate;
Al Segretario Generale del Comune, come garante della legalità e della trasparenza dell’azione amministrativa.
“Non sono disposto a fare un solo passo indietro. Ho dato un ultimatum di 5 giorni alla Creset e al Dirigente comunale: o mi consegnano i documenti o l’intera vicenda finirà sul tavolo della magistratura.
Se questo silenzio dovesse continuare, lo considererò un tentativo deliberato di impedirmi di fare il mio lavoro di controllo. A quel punto, senza fare ulteriori sconti a nessuno, mi recherò personalmente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi per denunciare l’ipotesi di omissione di atti d’ufficio e interruzione di pubblico servizio. I brindisini meritano chiarezza, e io andrò fino in fondo per ottenerla.

Roberto Quarta
Consigliere Comunale
Città di Brindisi

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