L’Edison abbandona il progetto del “rigadeposito” di Gnl.
Siamo a maggio 2026 e sono trascorsi oltre otto anni da quando iniziammo a protestare contro quell’impianto e soprattutto contro quella folle e scriteriata scelta del sito ove collocarlo: la radice del molo di costa Morena. Un’area portuale, questa, infrastrutturata e attrezzata con binari che una qualsiasi gestione portuale raziocinante avrebbe dovuto sfruttare nella maniera più adeguata possibile: logistica, ammesso che qualcuno sappia cosa sia. Invece scelse deliberatamente che in quell’area dovesse sorgere un deposito di GNL divenuto poi un rigassificatore.
Abbiamo perso otto anni, dedicato energie per tutto questo periodo, siamo stati definiti ignoranti da chi non aveva titolo alcuno a dare tali “patenti”, siamo stati sbeffeggiati da politici, ascari di turno. Tempo, impegno ed energie che non saranno mai “risarciti” come non verrà mai chiesto il conto a chi ha avuto la responsabilità di scelte sbagliate e mancando di programmare il giusto utilizzo di quelle aree e banchine arrecando un danno alla portualità brindisina.
Va riconosciuto che l’impegno delle associazioni di cittadinanza attiva ha avuto l’apporto attivo e fattivo della CGIL di Brindisi che con notevole impegno ha sostenuto questa “battaglia” come occorre ringraziare quelle formazioni politiche, poche per la verità, che hanno dato il loro sostegno.
Chi aveva favorito, facilitandolo, questo progetto, ha successivamente cambiato anche il parere negativo che l’Ente portuale aveva espresso nei confronti del deposito di carburanti della Brundisium SpA facendolo diventare positivo. Un “capolavoro”, una particolare attenzione verso la portualità brindisina, un bel lascito di cui la politica che ha a cuore l’interesse del porto e della città dovrebbe chiedere conto perché, francamente non è mai stato spiegato né chiarito il perché di questa trasformazione del parere.
Ora noi chiediamo all’AdSPMAM l’immediata revoca dei permessi e concessioni date ad Edison SpA, inoltre di rivedere i nulla osta dati al deposito di carburanti Brundisium SpA e di distinguere l’attuale gestione portuale con una netta discontinuità con le passate gestioni portuali in particolare con quella più recente assecondando quelle che sono reali potenzialità di un porto storicamente e naturalmente polifunzionale.
Legambiente Brindisi, WWF Brindisi, Italia Nostra Brindisi, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, No al Carbone, Associazione Remuri Brindisi, Medicina Democratica Puglia.
