La FP CGIL di Brindisi lancia un durissimo allarme sulla situazione del servizio di emergenza-urgenza 118 della provincia, denunciando il rischio concreto di riduzione delle ambulanze operative sul territorio e la possibile chiusura temporanea di alcune postazioni SET durante il periodo estivo.
Una denuncia contenuta in due distinti documenti inviati alla Regione Puglia, alla Prefettura, alla Direzione generale della ASL Brindisi, a Sanitaservice e a tutti i sindaci della provincia. Al centro della protesta sindacale vi è una situazione definita “gravissima” e ormai “non più sostenibile” sotto il profilo organizzativo e assistenziale.
Secondo quanto evidenziato dalla FP CGIL, sarebbe la stessa Sanitaservice ASL Brindisi ad aver formalizzato, in una comunicazione interna, l’ipotesi di sospensione temporanea di alcune postazioni del 118 a causa della carenza di personale. Una eventualità che il sindacato considera inaccettabile, soprattutto in vista dei mesi estivi, quando l’aumento delle presenze sul territorio rende ancora più delicata la gestione dell’emergenza sanitaria.
Nel mirino finiscono anni di sotto organico, ritardi nelle assunzioni e assenza di programmazione. La FP CGIL sostiene di aver denunciato ripetutamente il problema attraverso note, richieste di incontro e segnalazioni rimaste senza risposte concrete.
“Qui non si parla di semplici difficoltà organizzative – afferma il sindacato – ma del rischio reale di ridurre la rete territoriale dell’emergenza sanitaria, con ambulanze più lontane dai cittadini e tempi di intervento più lunghi”.
Particolarmente critico il riferimento ai territori che potrebbero subire una riduzione del servizio, tra cui San Pietro Vernotico, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano e la stessa Brindisi. Per la FP CGIL, discutere di quali postazioni chiudere rappresenta un arretramento inaccettabile per un servizio essenziale legato direttamente alla tutela della vita delle persone.
Nel documento indirizzato alle istituzioni, il sindacato diffida formalmente ogni soggetto competente dal procedere a riduzioni o sospensioni della rete territoriale del 118 senza aver prima adottato misure straordinarie per rafforzare il servizio.
La FP CGIL chiede quindi:
assunzioni immediate;
deroghe straordinarie al blocco del turn over;
potenziamento degli organici;
mantenimento integrale delle postazioni attive;
garanzie sulla continuità assistenziale e sulla sicurezza degli operatori;
convocazione urgente di un tavolo istituzionale con Regione, ASL e Sanitaservice.
“Il 118 non è un costo da comprimere – conclude il segretario generale FP CGIL Brindisi, Luciano Quarta – ma il servizio che interviene quando la vita delle persone dipende da pochi minuti. E oggi quei minuti rischiano di diventare troppi”.
