May 23, 2026

Il Coordinamento cittadino di FdI, ​il Gruppo Consiliare e gli assessori di Fratelli d’Italia del Comune di Brindisi esprimono rammarico per la decisione di Edison di non proseguire nell’investimento relativo al deposito costiero GNL previsto nel porto di Brindisi.
​Pur prendendo atto delle motivazioni illustrate dalla società, legate al mutato contesto economico-finanziario, geopolitico e all’incremento dei costi del progetto, riteniamo doveroso svolgere una riflessione politica seria e responsabile su quanto accaduto. In una città che da anni affronta una complessa crisi industriale e occupazionale, la rinuncia ad un investimento di rilevanza strategica non può essere considerata una buona notizia. Al netto delle differenti sensibilità e delle valutazioni tecniche, ambientali e di sicurezza che un’opera di tale portata richiede – e che abbiamo sempre ritenuto dovessero essere approfondite con il massimo rigore dagli enti competenti a tutela del territorio – resta il dato politico di una opportunità economica che oggi viene meno.
​È giusto ricordare che si tratta di un progetto il cui iter autorizzativo è stato avviato in una fase antecedente all’attuale amministrazione comunale e che questa maggioranza ha sostanzialmente ereditato già in una fase avanzata. Tuttavia, il nostro approccio è sempre stato improntato alla responsabilità istituzionale: approfondire eventuali criticità senza pregiudizi ideologici, demandando agli organismi qualificati le valutazioni di merito e mantenendo come obiettivo prioritario l’interesse complessivo della città.
​Come Fratelli d’Italia eravamo e rimaniamo favorevoli al deposito GNL, ritenendolo un’opera strategica. Se proprio vogliamo muovere un rimprovero ad Edison, questo riguarda l’eventuale intenzione di attingere a risorse pubbliche: la nostra posizione è sempre stata netta, sì al progetto ma senza l’utilizzo di fondi pubblici rinvenienti dall’accordo di programma per il tavolo della decarbonizzazione.
​Quel deposito, indipendentemente dalle posizioni assunte nel dibattito pubblico, rappresentava una reale prospettiva di sviluppo industriale, occupazionale e logistico. L’infrastruttura era infatti funzionale a trasformare il nostro porto in un vero e proprio “home port” crocieristico, garantendo il servizio di bunkeraggio di GNL per le grandi compagnie, una necessità espressa chiaramente da realtà come MSC e non solo. Chi sostiene che il deposito avrebbe rappresentato un “tappo” per lo sviluppo di altri traffici marittimi dice il falso; la realtà dimostra esattamente il contrario.
​La verità è che sono ormai oltre vent’anni che a Brindisi non si realizza un investimento industriale serio: l’ultimo risale all’era Mennitti con lo Zuccherificio. Da anni i fautori della cosiddetta “decrescita felice” millantano traffici marittimi alternativi, ma la domanda sorge spontanea: dove sono? Già ai tempi della vicenda del rigassificatore ci venivano promessi nuovi e miracolosi flussi commerciali in alternativa all’opera. Il risultato, oggi sotto gli occhi di tutti, è il nulla cosmico.
​Per questo riteniamo del tutto fuori luogo ogni forma di esultanza o trionfalismo da parte di certe forze politiche. C’è poco da festeggiare quando un investimento importante sfuma, soprattutto in un contesto sociale segnato da forti incertezze occupazionali. Sarebbe poco rispettoso verso le tante famiglie brindisine che vivono con preoccupazione il proprio futuro e che affidano alla politica la speranza di creare opportunità, non di perderle.
​Fratelli d’Italia continuerà a sostenere una visione chiara per Brindisi: attrarre investimenti seri, sostenibili, compatibili con il territorio e con la salute pubblica, ma anche capaci di restituire centralità economica e industriale alla città. Brindisi non può permettersi di abituarsi alla rinuncia né di chiudersi ad ogni prospettiva di sviluppo.

Coordinamento cittadino FdI Brindisi
Gruppo consiliare FdI Brindisi
Assessori FdI Brindisi

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