“La posa della prima pietra della Gigafactory Eni Storage Systems a Brindisi rappresenta un importante momento di svolta per il territorio e per le politiche di transizione ecologica, ma non può e non deve tradursi in un costo sociale insostenibile o in una desertificazione del tessuto industriale locale”
È quanto dichiara la consigliera regionale Isabella Lettori a margine dell’audizione urgente della VI Commissione, fortemente voluta per affrontare il futuro industriale, occupazionale e formativo della provincia brindisina.
Nel corso dei lavori, a cui hanno preso parte i rappresentanti istituzionali, compreso il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, e alcuni sindacati, si è fatto il punto sulla complessa vertenza legata alla riconversione della chimica di base.
L’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio, ha assunto impegni precisi e fornito importanti rassicurazioni, evidenziando la linea della Regione di fronte a una decisione unilaterale come quella di Eni che non può semplicemente essere subita. “Faremo tutto il possibile affinché la filiera della chimica di base non venga abbandonata e se dovesse proprio esserlo almeno che ci siano le garanzie anche tramite gli strumenti del governo nazionale. Faremo in modo che, per quanto possibile, la nostra voce e la voce dei lavoratori e lavoratrici nella città di Brindisi venga ascoltata” – ha assicurato.
Per dare concretezza a queste tutele, la Regione sta lavorando formalmente a un Addendum al protocollo d’intesa. Il documento punta a tre obiettivi vitali per il territorio: la chiarezza sulle tempistiche reali di realizzazione, garanzie occupazionali solide per tutti i lavoratori dell’indotto e la creazione di un centro di ricerca specifico sul territorio integrato con le università.
Pur registrando l’assenza dei vertici di Eni, giustificata dai tempi stretti di convocazione, l’assessore Di Sciascio ha confermato che la Regione si è mossa attivando tramite Arpal il “bacino delle competenze” per mappare le capacità professionali esistenti. Sul fronte formativo, lo stesso assessore ha sottolineato un punto chiave: «La formazione serve se porta all’assunzione: se l’azienda non dichiara quali profili le serviranno, non possiamo sapere che tipo di formazione erogare». L’impegno dell’assessorato proseguirà con fermezza anche a livello nazionale in vista del tavolo del 30 luglio prossimo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per pretendere tutele reali per l’intera platea ed evitare che la crisi impoverisca il nostro tessuto industriale.
“Il nostro obiettivo resta quello di vigilare affinché il futuro di Brindisi non venga improvvisato», conclude la consigliera Isabella Lettori. «Continueremo a mettere insieme le competenze e a pretendere il rispetto per un territorio che ha dato tantissimo allo sviluppo energetico del Paese”.
L’audizione si è conclusa con l’aggiornamento dei lavori a settembre, data in cui il tavolo verrà riconvocato alla presenza di tutti i soggetti istituzionali, delle parti sociali, delle imprese e dei vertici di Eni, per dare continuità e concretezza a un percorso di rilancio basato sulla salvaguardia del lavoro e sul protagonismo del capitale umano brindisino e pugliese.
comunicato
