“Tutti apprezzano Brindisi, tranne i brindisini”. Basterebbe questa frase, pronunciata dal sindaco Marchionna durante il discorso per la festa dei Santi Patroni, per descrivere plasticamente il fallimento politico e culturale di questa amministrazione.
Un sindaco che, di fronte alle legittime critiche sullo stato della città, sceglie la via più comoda e arrogante: colpevolizzare i propri concittadini, riducendo il malessere sociale a “violenza verbale” e contrapponendo in modo stucchevole i presunti “cittadini modello” a chi non si accontenta delle passerelle.
La verità che Marchionna tenta disperatamente di nascondere dietro toni da comizio difensivo, è che la sua giunta vive ormai di una sola attività prevalente: l’annuncite acuta e il tentativo di intestarsi il lavoro altrui.
Divideremo per comodità, l’analisi politica in due parti.
PARTE PRIMA. Il gioco delle tre carte sui finanziamenti:
L’anno scorso si sbandieravano 20 milioni di euro derivanti dalle compensazioni territoriali pronti a cambiare il volto di Brindisi. Oggi, con una giravolta contabile degna di miglior causa, il sindaco alza la posta parlando di 35 milioni. Ma qual è la realtà dei fatti? Semplice: la stragrande maggioranza di questa cifra (ben 20,5 milioni di euro) è composta da “contratti ancora da sottoscrivere” o da somme che potrebbero arrivare.
A distanza di anni, i cantieri veri, quelli avviati e conclusi da questa amministrazione, restano un miraggio. E per giustificare l’immobilismo cronico, si tira immancabilmente in ballo la burocrazia come alibi preventivo.
Il vizio di inaugurare i cantieri degli altri
Fa quasi sorridere, se non ci fosse da piangere per la città, il passaggio in cui il sindaco è costretto a ringraziare la precedente amministrazione.
Marchionna ammette candidamente che le uniche opere che oggi vedono la luce — come il nuovo parcheggio di Via Tor Pisana — sono figlie del lavoro, della programmazione e della progettazione lasciate in eredità nel 2023. Per il resto, la città reale attende ancora risposte sulle periferie, sulla manutenzione di strade e scuole, e su una rigenerazione urbana di Sant’Elia e Perrino che continua a vivere solo nelle slide dell’ufficio stampa del sindaco.
PARTE SECONDA: La svendita e l’alibi della comunicazione:
Si arriva persino a considerare un “successo” la vendita della piscina comunale: un fallimento politico travestito da operazione di mercato, che certifica l’incapacità del Comune di gestire e mantenere i beni pubblici essenziali!
Per chiudere in bellezza, il sindaco si scusa per la propria “incapacità di comunicare”.
No, signor Sindaco, il problema non è la comunicazione: il problema è il vuoto politico.
I cittadini non fraintendono i Vostri messaggi; semplicemente toccano con mano ogni giorno l’assenza di programmazione, il degrado urbano e la distanza siderale di questa giunta dai problemi reali della comunità.
Brindisi merita rispetto, non lezioni di civismo da chi governa la città riducendola a un tavolo di annunci mancati in vista della scadenza del 2028.
Dott. Gianluca Quarta
