Sette colpi di pistola contro l’abitazione di Giuseppe Tanzarella, avvocato, esponente del Partito Socialista Italiano ed ex vicesindaco di Ostuni. L’intimidazione è avvenuta nella tarda serata di mercoledì 26 agosto, proprio mentre la Città Bianca era immersa nei festeggiamenti per Sant’Oronzo.
I proiettili, esplosi da una pistola calibro 9, hanno raggiunto il portone d’ingresso della palazzina e le finestre dell’appartamento di Tanzarella, al quinto piano, danneggiando anche tapparelle, tende e infissi. In quel momento né l’avvocato né i suoi familiari erano in casa. Nello stabile, tuttavia, vivono decine di famiglie e la presenza di persone avrebbe potuto trasformare l’intimidazione in una tragedia.
L’episodio è stato scoperto soltanto nella mattinata di giovedì 27 agosto, quando Tanzarella ha allertato il Commissariato di Polizia di Ostuni. Sul posto sono intervenuti gli agenti coordinati dal vice questore Vincenzo Alfano e gli uomini della Polizia Scientifica, impegnati nei rilievi all’esterno del condominio, nei pressi dell’ingresso e sul balcone dell’appartamento.
Secondo i primi accertamenti, i colpi sarebbero stati esplosi intorno alle 22. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica, stabilendo da quale posizione siano stati esplosi i proiettili e quale sia stato il percorso seguito da chi ha sparato. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella dell’azione di due persone, forse arrivate a bordo di uno scooter, ma su questo elemento non sono ancora emersi riscontri definitivi.
A complicare le indagini c’è il rumore dei festeggiamenti di Sant’Oronzo. Alcuni residenti avrebbero udito gli spari, inizialmente scambiandoli per rumori legati ai fuochi d’artificio o per una bravata. Gli investigatori stanno acquisendo e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e potrebbero estendere la ricerca anche alle aree attraversate dagli autori dell’attentato, nel tentativo di ricostruirne il percorso di arrivo e fuga.
Particolarmente inquietante è la scelta della data. Esattamente cinque anni fa, il 26 agosto 2021, sempre nella serata di Sant’Oronzo, un colpo di fucile venne esploso contro il portone dello studio legale dei Tanzarella, condotto da Giuseppe insieme al padre Domenico.
E proprio la storia della famiglia Tanzarella riporta a una lunga sequenza di intimidazioni. Nel 2019 e nel 2020 Domenico Tanzarella, più volte sindaco di Ostuni, già presidente della Provincia di Brindisi e segretario regionale del Psi pugliese, fu vittima di diversi episodi: tre colpi di fucile contro la sua abitazione, quindi colpi contro la sua automobile e l’incendio della vettura. Dal gennaio 2020 l’ex sindaco vive sotto scorta.
Ora, a finire nel mirino è stato il figlio Giuseppe, che ha ricoperto la carica di vicesindaco e assessore del Comune di Ostuni dal giugno 2023 al luglio 2025, prima della rottura politica con la maggioranza guidata dall’allora sindaco Angelo Pomes.
L’episodio si inserisce inoltre in un quadro cittadino già segnato da altre intimidazioni. Solo un anno fa, nell’agosto 2025, una bomba a mano inesplosa venne trovata a pochi metri dallo studio professionale dell’allora sindaco Angelo Pomes, al quale era stata successivamente assegnata una scorta, poi rimossa nelle scorse settimane.
Di fronte alla nuova intimidazione, sono arrivate immediate prese di posizione dal mondo politico cittadino, senza distinzioni di appartenenza.
Sul caso indaga la Polizia, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi. Il primo obiettivo è identificare chi abbia sparato e accertare il movente dell’attacco. Ma gli investigatori dovranno anche verificare se i sette colpi contro l’abitazione di Giuseppe Tanzarella siano un episodio isolato oppure l’ultimo tassello di una sequenza di intimidazioni che da anni accompagna la vita politica e professionale della Città Bianca.
