Il Consiglio comunale di Brindisi ha respinto la proposta di delibera relativa alla modifica della convenzione urbanistica sottoscritta il 28 ottobre 2008 tra il Comune di Brindisi e la società Aliotto Srl.
La delibera sottoposta all’esame dell’aula prevedeva, tra l’altro, la presa d’atto del termine prorogato “ex lege” per il completamento delle opere di urbanizzazione e per l’attuazione dell’intero piano, il riconoscimento dell’interesse pubblico e l’assenso, ai sensi dell’articolo 2 della convenzione, alla modifica della destinazione d’uso degli immobili da realizzare, oltre all’approvazione dello schema di Addendum alla convenzione.
È proprio su quest’ultimo aspetto che si è concentrato il confronto politico e istituzionale: la richiesta della società Aliotto avrebbe consentito di modificare la destinazione d’uso originariamente prevista, rinunciando alla realizzazione della struttura alberghiera in favore di ulteriori attività destinate alla somministrazione di cibo e bevande.
Il Consiglio comunale ha quindi negato l’assenso alla modifica proposta, confermando di fatto la necessità di mantenere fermi gli impegni previsti dalla convenzione originaria.
La decisione viene accolta favorevolmente da Confcommercio Brindisi e Confesercenti Brindisi, che in più occasioni avevano manifestato la propria contrarietà alla modifica della convenzione.
«Il Consiglio comunale finalmente ha considerato le esigenze del commercio di prossimità», affermano le due associazioni, che tuttavia invitano a mantenere alta l’attenzione sugli eventuali sviluppi della vicenda: «Adesso staremo attenti ad eventuali scorciatoie».
Per Confcommercio e Confesercenti, infatti, il voto contrario all’Addendum non deve tradursi nella possibilità di aggirare, attraverso una nuova formulazione della proposta, il principio affermato oggi dal Consiglio comunale.
«Si è tentato, ancora una volta, di determinare un danno considerevole al commercio di prossimità della città di Brindisi, con il solo intento di rispondere a interessi di natura economica, a discapito di ciò che era stato stabilito e che avrebbe contribuito ad aumentare l’offerta ricettiva del territorio», sostengono le associazioni.
Il timore è che la società possa ora presentare una proposta modificata, magari attraverso l’inserimento di opere compensative ritenute di maggiore interesse pubblico, per creare i presupposti di una nuova valutazione da parte dell’amministrazione.
«In realtà, in questo modo si creerebbero i presupposti per rivedere il parere negativo espresso oggi, ma che lascerebbero inalterato l’eventuale danno al commercio brindisino», sottolineano Confcommercio e Confesercenti.
Le due associazioni ribadiscono pertanto la propria posizione: «Un netto no a soluzioni differenti rispetto a quanto stabilito nella convenzione iniziale». Aliotto, secondo le organizzazioni di categoria, resta infatti inadempiente rispetto alla necessità di realizzare la struttura alberghiera e non potrà essere accettata una modifica che preveda la nascita di altre strutture di somministrazione.
Confcommercio e Confesercenti si riservano inoltre di verificare l’eventuale sussistenza di danni economici derivanti dalla mancata realizzazione, nei tempi previsti, dell’albergo.
Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale Roberto Quarta, che definisce il voto del Consiglio una «svolta fondamentale» per la comunità brindisina.
Secondo Quarta, la bocciatura della proposta rappresenta «un fallimento politico chiaro e inequivocabile dell’amministrazione e del suo capo». Il consigliere sottolinea in particolare il mancato intervento del sindaco nel dibattito consiliare, ritenendo significativo che una questione di tale rilevanza sia stata affrontata senza un suo intervento diretto.
Al centro della posizione di Quarta c’è il rispetto della convenzione sottoscritta nel 2008. «La società in questione è venuta meno ai propri obblighi», sostiene il consigliere, richiamando la mancata realizzazione delle opere pubbliche e di interesse pubblico previste dagli accordi.
Per Quarta, il voto del Consiglio è anche il risultato del lavoro svolto dall’opposizione, che avrebbe costretto una parte della maggioranza a confrontarsi con le criticità della proposta. «Ancora una volta le ragioni della trasparenza e dell’onestà hanno prevalso», afferma.
La vicenda, conclude il consigliere, deve rappresentare un precedente per il futuro: «La tutela del territorio e il rispetto degli accordi pubblici non sono negoziabili».
Il voto contrario alla modifica della destinazione d’uso non significa, secondo Quarta, chiudere la porta a nuovi investimenti. «La chiusura di questa pagina non preclude in alcun modo il futuro urbanistico ed economico della nostra città», afferma, ribadendo la disponibilità a valutare «nuovi progetti e proposte serie, trasparenti e rispettose», anche da parte di altre società interessate a investire sul territorio.
