September 6, 2026

Ieri sera, sul lungomare, per la festa dei Santi Patroni, i brindisini hanno ascoltato due discorsi. Stessi cittadini, stessa sera di festa ma due città che non si somigliano. Quello di Monsignor Intini è senza dubbio il discorso più politico dei due ma nel senso alto della parola.

Partendo dalla domanda di Isaia, “sentinella quanto resta della notte?”, ha chiamato per nome ciò che tiene ferma Brindisi, l’incapacità di costruire una visione unitaria di città, gli interessi di parte e le passerelle lontane dai problemi veri, la rete del malaffare che toglie ossigeno alla parte sana della città, l’autoreferenzialità di una politica che spende energie per conservare il potere invece di amministrare. Lo ha detto senza risparmiare nessuno, né le comunità cristiane né noi cittadini quando ci rassegniamo a coltivare il nostro orticello. E ha ricordato che una città non è soltanto il suo centro, biglietto da visita per i turisti, ma anche i quartieri, che hanno lo stesso diritto a un ambiente vivibile. Il richiamo all’inclusione, con la memoria dei profughi albanesi accolti nel 1991, restituisce alla città la parte migliore della sua storia ed è una lezione che raccogliamo interamente.

Il discorso del Sindaco va letto tenendo conto di quanto sostenuto un anno fa. Nel 2025 annunciò venti milioni di euro in compensazioni ambientali, con i progetti pronti e le convenzioni da firmare. Ieri sono arrivati i numeri veri e dicono che di quei venti milioni ne è entrato poco più di uno. Nel frattempo ha rilanciato con il totale che sale a trentacinque milioni di euro, di cui più della metà riguarda contratti ancora da sottoscrivere.

Un anno fa ammise di non aver informato abbastanza, ieri ha chiesto scusa per la stessa ragione. E quindi se lo scorso anno la promessa era che Brindisi sarebbe stata rimessa a nuovo, ora invece ammette che tutto slitta, nostro malgrado, forse di altri 12 mesi se non di più. Ed è sparito il racconto della città modello della transizione energetica, che un anno fa era il cuore di tutto ed oggi si evita di affrontare apertamente a causa del carico di aspettative e impegni disattesi.

Un passaggio, in particolare, tradisce la consapevolezza della propria inadeguatezza amministrativa. Infatti mentre il Vescovo chiedeva ai cittadini di non restare a guardare, il Sindaco metteva le mani avanti sostenendo che le critiche cresceranno perché si avvicinano le elezioni. Tenta di archiviarle prima di essere ascoltate, riducendole a beghe di parte. Perciò alla domanda «quanto resta della notte?» ha risposto rinviando ancora una volta l’alba di dodici mesi.

Servono scelte coraggiose e capaci di rompere con il passato se vogliamo cambiare un destino che per Brindisi sembra già segnato, anche quando queste scelte chiedono a ciascuno di rinunciare a qualcosa in nome di un obiettivo comune.

 

Francesco Cannalire, segretario cittadino Pd e consigliere comunale Brindisi

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