September 6, 2026

L’annuale appuntamento con i Discorsi alla Città in occasione della Festa dei Santi Patroni ha messo a nudo, ancora una volta e con una chiarezza disarmante, il profondo divario che separa il Palazzo della politica dalla vita reale della comunità brindisina.
Da un lato abbiamo assistito all’intervento del Sindaco, contrassegnato da una stancante e autoreferenziale narrazione dei “successi” amministrativi, che la miope cittadinanza ha difficoltà a scorgere.

Tra piogge di milioni nuovamente annunciate, ancora più torrenziali dell’anno scorso, ma impantanate nella burocrazia, giustificazioni per i ritardi e un’ormai consueta e intollerabile vittimizzazione di fronte alle critiche dei cittadini e dell’opposizione, il Sindaco ha preferito puntare il dito contro la presunta incontentabilità di parte dei brindisini.

La città avrebbe tollerato meglio un sincero “mea culpa”, invece il Primo Cittadino ha optato per l’ennesima fallimentare operazione propagandistica, dimostrando di voler continuare a rattoppare una gestione ormai da tempo frammentata e tesa solo alla conservazione del potere.

 

Dall’altro lato, a fare da contraltare profetico, sono risuonate le parole forti, limpide, coraggiose e VERE dell’Arcivescovo Giovanni Intini.
Mons. Intini, in scia con gli splendidi scritti sulla politica di Don Tonino Bello, non ha esitato a denunciare le ombre e le notti che attanagliano Brindisi, provando a spronare le coscienze della politica e dei brindisini su ciò che conta davvero.
Con lo sguardo lucido del pastore, ha denunciato come la rete del malaffare continui a soffocare le energie migliori e ha chiamato i cittadini a uscire dall’apatia del “coltivare il proprio orticello” per costruire un vero campo comunitario.
Proprio come insegnava don Tonino Bello, la Chiesa e le istituzioni non devono essere agenzie di rassicurazione, ma forze capaci di svegliare dal torpore.

Il Vescovo Intini ha indicato una via precisa: la speranza del “mattino” passa attraverso due imperativi coraggiosi, “Convertitevi, venite”.
Serve un cambio di passo morale, sociale e soprattutto politico, non l’ennesimo elenco di promesse elettorali proiettate al 2027.

Chiediamo all’Amministrazione Comunale di fermarsi, di mettere da parte la propaganda e l’arroganza di chi vede nemici e polemiche ovunque, e di mettersi davvero in ascolto del monito dell’Arcivescovo.
Brindisi non si salva con i numeri su carta, ma abbandonando gli interessi dei singoli per concentrarsi sul bene della città, su una visione unitaria e sul rispetto della dignità di ogni persona.

 

DIEGO RACHIERO
CONSIGLIERE COMUNALE ATTIVA BRINDISI

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