Nell’ambito del progetto Brindisi Capitale della Cultura di Puglia 2026, nella mattinata di mercoledì 28 ottobre, è stato organizzato dal Comune di Brindisi, in collaborazione con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi, un nuovo evento dal titolo “Brindisi: dall’Appia romana al Mediterraneo”, con la partecipazione di diverse personalità impegnate nella valorizzazione del territorio brindisino, che hanno discusso dell’importanza della città all’interno del contesto mediterraneo e del futuro della Via Appia come sito UNESCO.
Il primo intervento è stato quello della Presidente di Legambiente Puglia, Daniela Salsedo, che ha sottolineato come la valorizzazione del riconoscimento come patrimonio UNESCO non sia una strada semplice, ma che, grazie alla costruzione di una rete tra associazioni e istituzioni si possa riuscire a salvaguardare questo territorio e fare in modo che Brindisi che «Rappresenta il ponte sul Mediterraneo» possa diventare uno strumento di sviluppo per il futuro.
Il Presidente di Coldiretti Brindisi, Giovanni Ripa, ha parlato dell’importanza dell’agricoltura e di quanto essa incida sull’economia, sul turismo e sulla salute. Proprio per questo motivo, è necessario trasmettere questo sapere ai giovani, per poter colmare un vuoto di conoscenza che si è protratto per quarant’anni.
L’incontro prosegue con le parole di Egidio Ivetic, docente di Storia Moderna e Storia del Mediterraneo all’Università di Padova.
Il professore ha tracciato la storia del Mediterraneo, definendone quattro aspetti fondamentali: quello fisico, quello politico, quello culturale e quello storico. Tutti questi aspetti devono essere valorizzati da ogni luogo che si affaccia sul Mediterraneo, e Brindisi non ne è esclusa. La città deve essere consapevole della propria geologia, del proprio clima, delle scelte politiche e di tutto ciò che ha fatto parte e continua a far parte della sua storia e cultura.
Il Professore Ivetic si chiede anche come è oggi il Mediterraneo. Il quadro generale è abbastanza pessimistico. Per quanto l’Unione Europea detenga l’80% del Mare, non ha una visione mediterranea, e dopo i tentativi falliti di una globalizzazione occidentale, sta prendendo sempre più piede il “Non Occidente”, definito anche Sud Globale, un insieme di Paesi di cui fanno parte Cina, Russia, America latina e Africa. Questo Sud Globale incontra l’Occidente in due punti: il primo è il confine tra Messico e Stati Uniti; l’altro è la frontiera del Mediterraneo che, secondo il professore, sarà sempre più militarizzata.
La domanda su cosa comporterà tutto questo non ha ancora una risposta, ma le decisioni spettano ai politici. C’è però una piccola speranza rappresentata dall’Adriatico, dove si sta creando una “macroregione” fortemente voluta dall’Unione europea. Il suo obiettivo è fare in modo che le regioni che si affacciano sull’Adriatico e sullo Ionio cerchino di integrarsi fra loro.
In questo, purtroppo, la politica italiana non si muove abbastanza velocemente, ma Brindisi ha l’opportunità di fare la differenza.
A proposito di integrazione, il Sindaco Marchionna evidenzia i rapporti che la città ha instaurato con i Paesi dei Balcani. Questi ultimi hanno sviluppato un forte interesse nei confronti dell’innovazione tecnologica, dello sviluppo delle fonti rinnovabili e l’abbandono dell’industria pesante. Proprio per questo motivo si sta cercando di realizzare, in collaborazione con aziende, università di Bari e Lecce e il Comune, un Dipartimento della Transizione Sostenibile, con corsi di laurea in lingua inglese, per fare in modo che anche gli studenti stranieri possano frequentarli.
Brindisi ha vissuto un’epoca di forte industrializzazione che, come qualsiasi evento ha avuto i suoi aspetti negativi e positivi, quindi l’impegno rivolto alla transizione energetica diventa fondamentale e passa anche attraverso la tutela dell’ambiente, del lavoro e della dignità delle persone.
Non manca, infatti, un pensiero rivolto anche ai giovani brindisini e all’importanza di riconoscere in Brindisi un porto sicuro, dove poter vivere e trovare un lavoro stabile.
Questa città ha del potenziale per offrire nuove opportunità. Non a caso il Sindaco conclude il suo discorso affermando che a Brindisi non finisce semplicemente una strada, ma che qui inizia un mondo.
Questa strada va tutelata sostiene Angela Maria Ferroni, coordinatrice del progetto Via Appia sito UNESCO, durante il suo intervento.
Il riconoscimento UNESCO della Via Appia certifica il valore inestimabile di questo territorio, che deve crescere sempre di più attraverso il coordinamento tra comunità, imprese, associazioni e istituzioni.
Degno di nota è anche il progetto realizzato dalla Scuola in Ospedale e dalla Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo Cappuccini, presentato dalla Professoressa Abbati.
Tramite questa iniziativa, i ragazzi hanno realizzato una mappa interattiva che permette di ripercorrere tutte le tappe della Via Appia.
All’interno del reparto di Pediatria del Perrino, gli studenti della Scuola in Ospedale hanno inoltre ricostruito materialmente il porto di Brindisi e hanno realizzato dei contenuti audio, permettendo a chiunque di conoscerne la storia.
A concludere gli interventi è stato l’Architetto Antonio Bruno che è il coordinatore del progetto: Il Parco Tematico dell’Appia-Traiana.
Nel suo discorso, Bruno ha spiegato il ruolo storico e strategico che questa via ha svolto nel passato: un luogo di incontro e scambio culturale a cui noi, come civiltà, dobbiamo tanto. Ed ecco che nasce questa idea che viene definita “Parco”: si tratta di una sorta di museo diffuso e territoriale che vuole collegare reperti archeologici, paesaggi e risorse locali per costituire un’unica narrazione.
Ribadendo l’importanza del coordinamento tra più soggetti, in particolare le associazioni, Bruno spiega che all’interno del Parco sorgerà un hub per famiglie, dove centrale sarà il ruolo della dieta mediterranea e si parlerà di alimentazione. In questo spazio le famiglie avranno la possibilità di cucinare assieme utilizzando prodotti enogastronomici locali e sani, come quelli proposti durante una piccola degustazione organizzata da Legambiente, Campagna Amica e l’Istituto Alberghiero “Sandro Pertini” di Brindisi, al termine dell’evento.
Federica Schiavone
